mercoledì, Luglio 29

Regionali Marche, crollo M5S: Conte dimezza i voti rispetto alle Europee, l’analisi

Il verdetto delle urne: M5S sotto il 5%

Le elezioni regionali nelle Marche hanno sancito una vera e propria disfatta per il Movimento 5 Stelle. Con poco più del 5% e meno di 30mila voti, i grillini guidati da Giuseppe Conte registrano un crollo verticale, confermando l’erosione del consenso in una regione che fino a pochi anni fa sembrava ancora credere nella spinta riformatrice pentastellata.

I numeri parlano chiaro: alle Europee del 2024 il M5S sfiorava il 10% con oltre 63mila voti. Due anni prima, alle politiche, superava il 13% con più di 100mila preferenze. Perfino alle regionali del 2020, con Gian Mario Mercorelli candidato presidente, il movimento aveva raccolto l’8,6% e oltre 63mila voti. In cinque anni, il bottino elettorale si è più che dimezzato.

Dall’alleanza con Ricci al flop elettorale

Conte aveva scelto di non correre da solo, sostenendo la candidatura di Matteo Ricci per il cosiddetto campo largo. Una mossa dettata dalla volontà di mostrarsi forza matura e responsabile, che però non ha né frenato la riconferma del governatore Francesco Acquaroli (FdI) né arginato l’emorragia interna di consensi. La débâcle ha messo in luce tutti i limiti della strategia di alleanza, rivelatasi inefficace sia a livello locale che di percezione nazionale.

Conte ammette la sconfitta

In serata, il leader pentastellato ha diffuso una nota dal tono dimesso: «Nelle Marche la nostra proposta non ha convinto gli elettori». Conte ha riconosciuto che il voto «premia la continuità con la presidenza uscente di Acquaroli» e ha ammesso che «il calo dell’affluenza è un dato molto preoccupante che mina la qualità della nostra democrazia».

Nonostante il bagno d’umiltà, l’ex premier ha voluto ringraziare Matteo Ricci e gli elettori rimasti fedeli al progetto: «Si è speso con grandissimo impegno, ma dobbiamo prendere atto che la proposta non è passata».

Il Movimento 5 Stelle verso l’irrilevanza?

Il comunicato si è chiuso con un gesto di fair play: «Faccio gli auguri di buon lavoro a Francesco Acquaroli», ha scritto Conte. Ma il risultato delle Marche rappresenta un punto di non ritorno: da protagonista a comparsa, da forza di governo a voce marginale. Una parabola discendente che, salvo colpi di scena, rischia di relegare il M5S ai margini della politica regionale e nazionale.