sabato, Giugno 27

Bomba esplode sotto casa del politico a Palermo: attentato contro Ferrandelli, la città sotto choc

Una notte di terrore ha scosso il centro di Palermo, quando una bomba carta è esplosa sotto un palazzo nei pressi del tribunale, davanti all’abitazione dell’assessore comunale Fabrizio Ferrandelli. L’ordigno artigianale è deflagrato poco dopo le 23, facendo tremare vetri e finestre in tutto il quartiere e spingendo decine di residenti in strada, tra panico e incredulità.

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Un’esplosione nel cuore della città

Il boato è stato avvertito a grande distanza, e in pochi minuti l’area si è riempita di persone e forze dell’ordine. Fortunatamente non si registrano feriti, ma i danni materiali sono evidenti e la paura si è diffusa rapidamente tra i residenti di una zona solitamente tranquilla. Gli investigatori hanno delimitato l’area e avviato i rilievi tecnici per ricostruire con precisione la dinamica dell’esplosione, che appare da subito come un atto intimidatorio pianificato.

Un messaggio contro la linea dura sugli sgomberi

Secondo le prime ipotesi, l’attentato sarebbe legato alle tensioni nei quartieri popolari di Palermo, dove negli ultimi giorni si sono svolti sgomberi di abitazioni occupate abusivamente. Solo poche ore prima, in via Bronte a Borgo Nuovo, un incendio aveva distrutto un alloggio comunale appena liberato. Gli ex occupanti sarebbero tornati più volte sul posto, fino a dare fuoco all’appartamento in segno di vendetta.

Gli investigatori ritengono che l’ordigno esploso rappresenti un messaggio diretto all’assessore alle Politiche sociali Fabrizio Ferrandelli, che da settimane porta avanti una linea dura contro le occupazioni illegali. “È stato un momento terribile, quasi me lo sentivo”, ha raccontato Ferrandelli. “Ieri sera ho portato le mie figlie lontano, quando è successo stavo denunciando ai carabinieri le minacce ricevute”.

“Chi pensa di fermarmi, si sbaglia di grosso”

L’assessore ha spiegato che l’esplosione è avvenuta proprio mentre si trovava in caserma per denunciare gli episodi di intimidazione subiti: “Ieri sono stati tre gli episodi in via Bronte: prima hanno portato via tutti gli infissi, poi la porta d’ingresso e infine hanno dato fuoco a tutto”.

Negli ultimi giorni Ferrandelli aveva supervisionato personalmente diversi sgomberi in via Centorbe, via Alibrandi al Cep, via Tindari a Borgo Nuovo e nel cortile Ecce Homo al Capo. “Chi pensa di fermarmi si sbaglia di grosso – ha dichiarato –. Sono ancora più determinato ad andare avanti per garantire una casa a chi ne ha diritto, nel rispetto assoluto della legalità”.

Indagini e reazioni politiche

Le volanti della questura e la polizia scientifica hanno transennato la zona e avviato l’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza. Diversi residenti sono stati ascoltati, ma nessuno avrebbe riconosciuto l’autore del gesto. Gli inquirenti non escludono un atto di ritorsione per l’attività di sgombero portata avanti dall’amministrazione.

Il messaggio del sindaco Lagalla: “Non arretreremo di un passo”

Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha espresso piena solidarietà all’assessore: “Desidero esprimere, a nome mio e di tutta la Giunta comunale, la più sincera vicinanza a Ferrandelli”. E ha aggiunto: “L’amministrazione comunale continuerà, insieme all’assessore, a portare avanti con determinazione il percorso di legalità nella gestione degli alloggi popolari. Non arretreremo di un passo”.

Lagalla ha poi sottolineato che “restituire le case a chi ne ha diritto e contrastare le occupazioni abusive significa difendere un principio di giustizia sociale e tutelare un diritto sacro come quello alla casa”.

Una città ferita ma determinata

L’attentato ha scosso profondamente l’opinione pubblica palermitana, riaccendendo il dibattito sul tema della sicurezza e della legalità. Le indagini proseguono per identificare i responsabili e capire chi si nasconda dietro un gesto che ha riportato la città indietro nel tempo, ai periodi bui della violenza intimidatoria.

Nonostante la paura, Ferrandelli e l’amministrazione comunale ribadiscono la loro volontà di andare avanti: “La legalità non si fa intimidire”.

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