lunedì, Giugno 29

Marina Berlusconi contro la magistratura: “Giustizia a due facce”. L’Anm replica: “Errori fisiologici”, Forza Italia insorge

Dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha escluso legami tra Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri e Cosa nostra, torna ad accendersi lo scontro tra politica e magistratura. A infiammare il dibattito è stata un’intervista di Marina Berlusconi su Il Giornale, in cui la presidente di Fininvest e Mondadori ha parlato di una giustizia “a due facce come la luna”, denunciando un sistema ancora segnato da “una parte ideologica e giustizialista”.

Marina Berlusconi: “La giustizia ha due facce come la luna”

«La sentenza è un passo avanti sul cammino della verità per mio padre – ha dichiarato Marina Berlusconi – ma ciò che continua a inquietarmi è il clima velenoso e incattivito che si è creato. La nostra giustizia ha due facce: quella luminosa della civiltà giuridica e quella oscura, dove agisce una parte della magistratura che si considera un contropotere investito di una missione ideologica».

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La figlia dell’ex premier ha poi sottolineato che l’Italia “resta un Paese giustizialista” e ha ribadito la necessità di una riforma profonda dell’ordinamento giudiziario: «Servono la separazione delle carriere e una riforma del Csm per ridurre lo strapotere delle correnti. È una rivoluzione che questo governo ha avuto il coraggio di avviare».

La replica dell’Anm: “Errori fisiologici, non patologici”

Alle parole di Marina Berlusconi ha risposto Cesare Parodi, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, intervenuto durante l’assemblea dell’Anm: «Non ho mai detto che la magistratura non abbia commesso errori, ma il sistema stesso li prevede: in tre gradi di giudizio si correggono gli errori. È un fatto fisiologico, non patologico».

Parodi ha poi aggiunto: «Se le sentenze sono giuste, come nel caso citato, non si capisce di cosa ci si lamenti. Rallegriamoci piuttosto che la giustizia arrivi, anche se dopo un percorso lungo e complesso».

Forza Italia: “Riforma dedicata a Silvio”

Le parole di Parodi hanno immediatamente scatenato la reazione del centrodestra, e in particolare di Forza Italia, che si è schierata compatta al fianco di Marina Berlusconi. Il segretario del partito e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha dichiarato: «Mi ha commosso leggere la lettera di Marina Berlusconi. Le sofferenze del presidente sono una ferita che non si rimargina. Per questo continueremo a batterci per una giustizia giusta».

Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, ha invece accusato l’Anm di minimizzare: «Il presidente Parodi dovrebbe indignarsi per chi subisce inchieste infinite e processi finiti nel nulla. Definire gli errori “fisiologici” è pura ipocrisia».

Sulla stessa linea anche Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato: «Se ammettiamo che gli errori ci sono e non sono rari, allora qualcuno deve pagare. Marina Berlusconi ha ragione: questa sentenza arriva dopo trent’anni di persecuzione giudiziaria».

Gasparri: “Dedicata a Silvio la riforma della giustizia”

Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, ha annunciato che la riforma costituzionale in materia di giustizia – che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pm – sarà «dedicata a Silvio Berlusconi»: «Giovedì approveremo in via definitiva la riforma, che rappresenta un riscatto per chi ha subito decenni di accanimento giudiziario. Poi vinceremo anche il referendum».

Infine, Paolo Barelli, capogruppo alla Camera, ha ricordato: «Per anni contro il presidente Berlusconi e la sua famiglia è stata puntata una pistola di accuse infondate. È tempo di restituire credibilità alla giustizia italiana».

Le parole di Marina Berlusconi hanno riacceso un dibattito mai sopito tra la politica e la magistratura, a pochi giorni dal voto sulla riforma che potrebbe cambiare radicalmente l’assetto del sistema giudiziario italiano. Mentre la Cassazione chiude definitivamente una delle pagine più controverse legate al nome di Silvio Berlusconi, la sua eredità politica continua a influenzare il rapporto tra potere e giustizia nel Paese.