domenica, Agosto 2

Due terremoti tra Sicilia e Calabria: scosse ravvicinate nella notte

Paura ma nessun danno nella notte tra lunedì 27 e martedì 28 ottobre 2025, quando due scosse di terremoto sono state registrate in rapida successione tra Sicilia e Calabria.

Gli eventi sismici, rilevati dai sensori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), hanno avuto una magnitudo di 2,9 e 2,8 e sono stati distintamente avvertiti dalla popolazione, in particolare lungo le aree costiere.

Le due scosse a distanza di pochi minuti

La prima scossa, di magnitudo 2,8, è stata registrata alle 23:39 del 27 ottobre a circa un chilometro da Ragalna, in provincia di Catania, ai piedi dell’Etna. Sedici minuti dopo, alle 23:55, un secondo sisma di magnitudo 2,9 ha colpito il Tirreno meridionale, al largo delle coste tra Sicilia e Calabria. Entrambe le scosse sono state avvertite in diversi comuni, ma non si registrano danni a persone o cose.

Segnalazioni sui social e monitoraggio attivo

Decine di segnalazioni sono arrivate sui social network, dove molti utenti hanno raccontato di aver sentito “un boato improvviso seguito da una leggera vibrazione”. Le autorità locali hanno immediatamente attivato i protocolli di sicurezza, mentre i tecnici dell’INGV hanno confermato che si tratta di eventi di bassa intensità, ma significativi per il monitoraggio dell’attività sismica nella zona.

La risposta delle autorità

I vigili del fuoco e la protezione civile sono stati allertati a scopo precauzionale, anche se non è stato necessario alcun intervento. Gli esperti hanno ricordato che la Sicilia è una delle regioni italiane con più alta attività sismica, dovuta alla particolare conformazione geologica e alla vicinanza delle faglie tra la placca africana e quella euroasiatica.

Le istituzioni regionali hanno ribadito l’importanza della prevenzione e della formazione, soprattutto nelle scuole e negli edifici pubblici, dove sono attivi piani di evacuazione e corsi periodici di aggiornamento.

Gli esperti: “Fenomeno tipico ma da osservare”

Secondo gli esperti dell’INGV, le due scosse ravvicinate non indicano necessariamente una sequenza sismica in corso, ma sono il risultato di una normale attività tettonica nella zona etnea e nel Tirreno meridionale. Tuttavia, l’istituto continuerà a monitorare la situazione nelle prossime ore per escludere eventuali evoluzioni.

La Sicilia resta un territorio geologicamente attivo, dove il rischio sismico e vulcanico fa parte della quotidianità. La resilienza degli abitanti e la prontezza delle istituzioni rimangono gli strumenti principali per affrontare con serenità episodi come quello della notte appena trascorsa.

Le scosse del 27 ottobre, pur di lieve entità, sono un promemoria dell’importanza della prevenzione e della necessità di continuare a investire in sistemi di monitoraggio e informazione costante alla popolazione.