sabato, Luglio 18

Italia umiliata a San Siro: la Norvegia ne fa quattro in un tempo, Gattuso chiede scusa ai tifosi

L’illusione è durata undici minuti, il tempo del gol di Pio Esposito che aveva acceso i 70mila di San Siro. Poi, nel secondo tempo, l’Italia è crollata in modo fragoroso, subendo quattro reti dalla Norvegia e chiudendo 1-4 una partita che segna una delle serate più imbarazzanti della nazionale negli ultimi anni.

Il famoso “9-0 per qualificarsi” di cui si era parlato negli ultimi giorni era, come detto da Gennaro Gattuso, “impensabile e impossibile”. Ma tra non farne nove e subirne quattro davanti al proprio pubblico c’è un abisso. Un abisso che racconta bene i limiti enormi di questa squadra.

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Un primo tempo buono, poi il blackout totale

L’Italia aveva iniziato con coraggio, tenendo bene il campo e sfruttando il supporto del pubblico. Il vantaggio di Esposito aveva illuso tutti: fraseggi rapidi, intensità e una buona gestione dei ritmi. Ma tutto questo è evaporato al rientro dagli spogliatoi.

Dal 45′ in poi la Norvegia ha dominato, mostrando perché si è qualificata ai Mondiali e perché il 3-0 dell’andata non era un caso. Palleggio veloce, qualità nello stretto, giocate di prima e un uso dell’uno contro uno che ha fatto a pezzi il centrocampo azzurro.

I quattro schiaffi: il crollo minuto per minuto

Il pareggio arriva al 63’, quando Nusa finalizza un’azione costruita con una facilità disarmante. È però tra il 78’ e il 79’ che l’Italia affonda del tutto: Erling Haaland, fino a quel momento quasi invisibile, segna una doppietta in sessanta secondi approfittando delle voragini difensive.

Al 90’, per completare la disfatta, Strand Larsen firma l’1-4 che zittisce completamente San Siro.

Gattuso: “Dobbiamo chiedere scusa. Sono usciti tutti i nostri difetti”

Nel post-partita, un Gattuso visibilmente provato ammette tutto: «Dobbiamo chiedere scusa ai tifosi, 4-1 è un risultato pesante. Peccato dopo un primo tempo molto buono, la delusione più grande è il secondo».

A Sky diventa ancora più diretto: «Sono venuti fuori tutti i nostri difetti». Difetti che, contro avversari come Moldavia, Israele o Estonia, era difficile vedere. Contro la Norvegia, invece, si sono mostrati tutti insieme.

Ora testa ai playoff: quattro mesi per riparare i danni

L’Italia chiude malissimo le qualificazioni e ora dovrà giocarsi tutto ai playoff di marzo. Quattro mesi per provare a sistemare fragilità che si ripetono da anni: poca personalità, difficoltà nel palleggio, zero capacità di reagire quando la partita cambia inerzia.

«Il tempo è poco», dice Gattuso. Ed è vero. Ma la sensazione è che non sia solo una questione di tempo: questa nazionale ha bisogno di molto di più di un semplice intervento tattico.