Il legame tra Alice ed Ellen Kessler non era solo artistico, familiare o affettivo: era un vincolo assoluto, portato avanti fino all’ultimo respiro. Le due icone dello spettacolo europeo, trovate morte insieme a Monaco di Baviera all’età di 89 anni, avevano da tempo messo nero su bianco un patto di sangue destinato a far discutere.
Nel loro testamento, infatti, le due sorelle avevano lasciato scritto che se una fosse caduta in stato vegetativo, l’altra l’avrebbe aiutata a morire. Una volontà che non veniva descritta come un piano operativo, ma come un manifesto etico e affettivo: un rifiuto consapevole di sopravvivere l’una senza l’altra e un chiaro sostegno al diritto all’eutanasia e al testamento biologico.
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Una promessa condivisa: «Non vogliamo vivere l’una senza l’altra»
Da anni le gemelle Kessler dichiaravano pubblicamente che avrebbero voluto morire lo stesso giorno. La loro vita, costruita in simbiosi fin dall’infanzia, non prevedeva la solitudine di una delle due. In più interviste, Ellen aveva ricordato: «Se una di noi non potesse più vivere dignitosamente, l’altra la aiuterebbe a lasciare questo mondo».
Parole che non rappresentavano un piano concreto, ma un atto di fedeltà reciproca, coerente con una visione della vita che privilegiava la qualità, la dignità, la libertà personale.
Il testamento: l’eredità divisa tra enti benefici

Nel 2024, le due sorelle avevano rivelato al quotidiano tedesco Bild che inizialmente volevano destinare l’intera eredità a Medici Senza Frontiere. Successivamente, però, avevano cambiato idea, decidendo di ripartire la loro fortuna tra più organizzazioni benefiche.
Come spiegò Ellen: «Io e mia sorella abbiamo capito che non dovevamo aiutare una sola persona, ma molte». Nel testamento comparivano infatti istituzioni come la Christoffel Blind Mission, Unicef, la Paul Klinger Artists’ Social Welfare Organization e la Fondazione tedesca per la protezione dei pazienti.
Una scelta che rifletteva il loro impegno civile e artistico: sostenere cause sociali, sanitarie e culturali in modo diffuso e inclusivo.
Il desiderio finale: riposare per sempre insieme
Il legame delle Kessler era così profondo da includere anche il destino post mortem. Nel testamento avevano richiesto che le loro ceneri venissero conservate in un’unica urna, insieme ai resti della madre Elsa e del loro cane Yello.
Una volontà che aveva fatto discutere già in vita, ma che per loro rappresentava semplicemente la naturale conclusione di una storia vissuta a due. «È ciò che abbiamo stabilito nei nostri testamenti», aveva raccontato Ellen. «Vogliamo rimanere insieme, anche dopo».
Una vita e una morte in simbiosi
Il ritrovamento dei loro corpi ha sconvolto Germania, Italia e mondo dello spettacolo. Mentre proseguono le indagini della polizia tedesca sulle cause del decesso, emerge sempre di più il ritratto di due donne che hanno scelto di condividere tutto: successo, solitudine, gloria e destino.