sabato, Luglio 18

Mario Roggero si è costituito a Bollate: “Ho subìto un’ingiustizia”

Mario Roggero si è costituito. Il gioielliere di Grinzane Cavour è entrato alle 16:45 nel carcere milanese di Bollate, dove sconterà la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’omicidio di due rapinatori dopo l’assalto alla sua gioielleria, in provincia di Cuneo. Secondo alcune fonti il 72enne sarebbe apparso profondamente scosso: “È molto provato, dopo essere entrato ha pianto”, hanno riferito.

Poco prima di varcare il cancello dell’istituto, Roggero si è fermato a rispondere alle domande dei cronisti, tornando sulla vicenda che ha segnato la sua vita.

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“Ho subìto un’ingiustizia”

Alla domanda se fosse pentito, ha risposto: “Certamente, ma col senno di poi. Bisogna trovarsi in quelle situazioni. Ho subìto un’ingiustizia”. Ha poi ribadito le ragioni della propria reazione durante la rapina del 2021: “Ho reagito perché in quel momento ho avuto paura. Se lo rifarei? Non si può fare questa domanda, perché quando uno ha una pistola puntata in faccia, ti spara per primo”.

Visibilmente provato, ha confessato il timore per l’ingresso in cella: “Non sono mai andato in carcere. Fare l’esperienza a 72 anni credo sia una cosa estremamente difficile”. E con amara ironia: “Come mi sento? All’ergastolo. Viva la giustizia italiana”.

L’attacco a Mattarella

Nel corso delle dichiarazioni, Roggero ha rivolto un durissimo riferimento al presidente della Repubblica. Il gioielliere ha sostenuto che Sergio Mattarella avrebbe in passato concesso la grazia a persone macchiatesi di reati gravi, citando il caso di Nicole Minetti e quello — sono parole sue — di “uno scafista che ha ammazzato 30 persone”, per poi aggiungere: “Penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza”.

Si tratta di affermazioni pronunciate dallo stesso Roggero, che riflettono la sua posizione personale e il suo stato d’animo nel momento dell’ingresso in carcere: alcuni dei casi da lui evocati non trovano riscontro in provvedimenti verificabili, e vanno quindi considerati come sue dichiarazioni, non come fatti accertati.

La speranza nella grazia

Il gioielliere confida ancora in un provvedimento di clemenza. “Io me l’aspetterei, la grazia”, ha detto. “Mia moglie ha depositato la richiesta, ha chiesto anche una sospensione temporanea della pena. Passo il testimone agli italiani che porteranno avanti la mia battaglia: andremo davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, e dopodiché vedremo”.

Sul piano giudiziario, la domanda di grazia è stata depositata dopo l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Asti. Il legale ha inoltre presentato un’istanza di differimento dell’esecuzione della pena, nel tentativo di ottenere una sospensione temporanea della detenzione. Entrambe seguiranno l’iter previsto dall’ordinamento.

La battuta sulla candidatura

Interpellato sul sostegno ricevuto dalla politica, Roggero ha risposto: “Sì, hanno fatto quadrato in tanti”. E sull’ipotesi, circolata in questi giorni, di una sua eventuale candidatura, ha tagliato corto con una battuta: “L’ultima cosa è questa, candidarmi”.

L’intervento di Tajani

Sulla vicenda è tornato anche il vicepremier Antonio Tajani, favorevole alla richiesta di grazia. “È giusto chiedere la grazia per un uomo che ha sbagliato, ma capire anche perché ha sbagliato”, ha dichiarato il ministro degli Esteri. “È sotto pressione, sotto violenza da tanti anni, e credo sia giusto che la società lo perdoni. Non è un pericoloso criminale”.

Resta però il quadro tracciato dai giudici, che in tre gradi hanno escluso la legittima difesa: la reazione, per essere tale, deve avvenire mentre l’aggressione è in corso, e non — come accertato in questo caso — quando i rapinatori erano già in fuga. È su questa distinzione che continua a dividersi l’Italia.