Un tentativo disperato di atterraggio di emergenza, poi l’impatto devastante contro un capannone industriale. È questo lo scenario della tragedia aerea avvenuta nelle scorse ore in Messico, nella zona di San Mateo Atenco, a pochi chilometri dall’aeroporto di Toluca.
Il bilancio è pesantissimo: dieci persone hanno perso la vita, tra cui tre bambini di appena 2, 4 e 9 anni. Una tragedia che ha scosso profondamente il Paese e riaperto il dibattito sulla sicurezza dei voli privati.
Lo schianto a pochi chilometri dall’aeroporto
L’incidente si è verificato in un’area industriale situata a circa cinque chilometri dallo scalo di Toluca, nello Stato del Messico, a circa 50 chilometri a ovest di Città del Messico.
Secondo quanto riferito da Adrián Hernández, coordinatore della Protezione civile statale, il jet privato ha tentato un atterraggio di emergenza dopo aver segnalato un problema durante il volo, ma la manovra non è andata a buon fine.
Il volo partito da Acapulco
L’aereo era decollato da Acapulco, lungo la costa pacifica del Messico. A bordo del velivolo risultavano registrati otto passeggeri e due membri dell’equipaggio.
Nelle prime ore successive all’incidente, i soccorritori sono riusciti a recuperare solo sette corpi, ma le autorità hanno chiarito che non vi sarebbero sopravvissuti. Il numero totale delle vittime è stato successivamente confermato in dieci.
Il tentativo di atterraggio su un campo da calcio
Le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona hanno permesso di ricostruire parte della dinamica. Il jet avrebbe cercato di effettuare un atterraggio di emergenza su un campo da calcio, probabilmente individuato come area libera.

















