mercoledì, Agosto 5

Revocata l’immunità alla Moretti, poi la scoperta: chi ha votato a favore

Nuovo passaggio chiave nell’inchiesta Qatargate. Il Parlamento europeo ha deciso di revocare l’immunità parlamentare ad Alessandra Moretti, eurodeputata del Partito democratico, confermando il parere espresso dalla Commissione affari giudiziari. Diversa invece la sorte della collega Elisabetta Gualmini, per la quale l’Eurocamera ha respinto la richiesta di revoca.

La decisione è arrivata nella seduta di martedì 16 dicembre a Bruxelles, segnando un momento rilevante sul piano politico e giudiziario per uno dei filoni più delicati della recente storia dell’Unione europea.

Il voto dell’Eurocamera: numeri e risultati

La revoca dell’immunità ad Alessandra Moretti è stata approvata con una larga maggioranza: 497 voti favorevoli, 139 contrari e 15 astensioni. Il Parlamento ha così dato il via libera alla possibilità che l’eurodeputata possa essere sottoposta a giudizio nell’ambito dell’inchiesta Qatargate.

Per Elisabetta Gualmini, anch’essa europarlamentare del Pd, l’Aula ha invece seguito un orientamento opposto. La richiesta di revoca della sua immunità è stata respinta con 382 voti favorevoli al mantenimento, 254 contrari e 19 astensioni.

Cos’è il Qatargate e come è nata l’inchiesta

L’inchiesta Qatargate è esplosa nel dicembre del 2022 e ha scosso profondamente le istituzioni europee. Al centro delle indagini un presunto sistema di corruzione internazionale finalizzato a favorire gli interessi di Paesi stranieri, in particolare Qatar, Marocco e Mauritania, attraverso il pagamento di tangenti ad esponenti del Parlamento europeo.

Tra i principali protagonisti emersi fin dalle prime fasi figurano Antonio Panzeri, ex europarlamentare del Partito democratico ed ex segretario generale della Cgil di Milano, il suo collaboratore Francesco Giorgi e la compagna di quest’ultimo, Eva Kaili, all’epoca vicepresidente del Parlamento europeo.

Le confessioni e il denaro sequestrato

Secondo gli inquirenti belgi, Panzeri avrebbe svolto un ruolo centrale nell’organizzazione del sistema corruttivo. L’ex eurodeputato ha successivamente ammesso l’esistenza del giro di mazzette, siglando un accordo di collaborazione con la procura.

Nel corso delle perquisizioni, nelle abitazioni riconducibili a Panzeri e ad altri indagati sono stati sequestrati ingenti quantitativi di denaro contante: oltre 600mila euro solo a casa dell’ex europarlamentare, per un totale complessivo che si avvicinerebbe al milione e mezzo di euro.

Una vicenda giudiziaria ancora aperta

A distanza di tre anni dall’avvio dell’inchiesta, il procedimento non è ancora giunto a una sentenza definitiva. Molti dei principali indagati, tra cui Kaili, Panzeri e Giorgi, sono stati rilasciati con misure cautelari, mentre le indagini proseguono su più fronti.

La decisione del Parlamento europeo sulla revoca dell’immunità rappresenta dunque un passaggio procedurale fondamentale, ma non un giudizio di merito sulle responsabilità individuali.

Le reazioni nel Partito democratico

Dal Partito democratico sono arrivate parole di sostegno nei confronti di Alessandra Moretti. Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo, ha dichiarato di essere «certo che Alessandra Moretti dimostrerà la sua correttezza e trasparenza rispetto ai fatti contestati».

Zingaretti ha sottolineato come, a suo avviso, vi fossero già gli elementi per tutelare maggiormente le prerogative parlamentari, ma ha aggiunto che la fase che si apre ora permetterà di verificare pienamente l’estraneità dell’eurodeputata ai fatti contestati.

Cosa succede ora dopo la revoca dell’immunità

Con la revoca dell’immunità, Alessandra Moretti potrà essere formalmente sottoposta agli atti dell’autorità giudiziaria competente, che potrà proseguire le indagini senza i vincoli previsti dallo status parlamentare.

Il caso Qatargate continua così a rappresentare una ferita aperta per le istituzioni europee, chiamate a confrontarsi con il tema della trasparenza, dell’etica pubblica e dei rapporti con Stati terzi.