sabato, Luglio 18

Crans-Montana, Jessica Moretti fuggì dal rogo con la cassa: il video che cambia l’inchiesta

Le indagini sulla strage di Capodanno a Crans-Montana si arricchiscono di un dettaglio che rischia di aggravare ulteriormente la posizione dei gestori del locale Le Constellation. Secondo quanto emerge dagli atti investigativi e dalle ricostruzioni degli inquirenti, Jessica Moretti, comproprietaria del discobar, sarebbe fuggita dall’edificio in fiamme stringendo tra le mani la cassa del locale.

Una scena che, stando a quanto trapelato, sarebbe stata ripresa da almeno due telecamere di videosorveglianza esterne e che ora viene attentamente analizzata dagli investigatori. Il video, se confermato, potrebbe aprire nuovi scenari sul piano penale, con l’ipotesi di omissione di soccorso che inizia a prendere corpo.

Leggi anche:La Francia accusa la Russia di un attacco ibrido contro l’Europa: convocati gli ambasciatori di Mosca

Leggi anche:Perché l’Iran ha chiuso di nuovo Hormuz: l’articolo 5, il patto con l’Oman e la guerra che non si spegne

Leggi anche:Spari al festival della salsa a Toronto: due morti e sei feriti, killer in fuga

La notte della tragedia

La sera del 31 dicembre, all’interno di Le Constellation, si trovavano circa 400 giovani stipati in un locale che, secondo gli accertamenti preliminari, disponeva di una sola via di fuga realmente praticabile. Quando le fiamme hanno iniziato a propagarsi, il panico ha preso il sopravvento in pochi istanti.

Jessica Moretti era presente nel locale al momento dell’incendio. Secondo la ricostruzione, avrebbe riportato un’ustione a un braccio prima di riuscire a raggiungere l’esterno. Il marito Jacques Moretti, invece, si trovava in un altro esercizio commerciale di loro proprietà.

La fuga ripresa dalle telecamere

È in questa fase che si colloca l’episodio destinato a pesare sull’inchiesta. Le immagini acquisite mostrerebbero la donna allontanarsi rapidamente dal locale con la cassa del discobar in braccio, mentre all’interno decine di ragazzi restavano intrappolati tra fumo e fiamme.

Un comportamento che, secondo gli investigatori, potrebbe configurare non solo una grave responsabilità morale, ma anche un profilo penalmente rilevante. Gli inquirenti stanno valutando se la fuga sia avvenuta senza alcun tentativo di prestare soccorso o di lanciare un allarme efficace.

Il ruolo del figlio e il caos all’interno

All’interno del locale, nelle fasi più drammatiche, si trovava anche il figlio di Jessica Moretti, nato da un precedente matrimonio e indicato come capo dello staff. Secondo alcune testimonianze, il giovane avrebbe tentato disperatamente di sfondare i pannelli di plexiglass della veranda per creare una via di fuga improvvisata, mentre la temperatura all’interno saliva rapidamente.

Molti dei presenti sarebbero rimasti intrappolati proprio in quell’area, resa incandescente in pochi minuti dalla propagazione del fuoco e dei materiali altamente infiammabili presenti nel locale.

Il profilo dei Moretti e gli affari a Crans-Montana

Jacques e Jessica Moretti sono conosciuti nella zona come “i corsi”, per le loro origini legate all’isola francese. Arrivati a Crans-Montana nel 2011, in pochi anni hanno costruito un vero impero della ristorazione e dell’intrattenimento, acquisendo ristoranti, chalet e discobar nel cuore del comprensorio sciistico.

Secondo quanto emerso, gli investimenti complessivi supererebbero i 20 milioni di franchi svizzeri. Una crescita rapida, sostenuta da finanziamenti bancari e da una strategia basata su locali di tendenza rivolti a un turismo alto spendente.

I lavori e i risparmi sulla sicurezza

Le Constellation era stato oggetto di ristrutturazioni mirate ad aumentare la capienza e la redditività: scala ridotta, veranda ampliata, più tavoli e più clienti. Interventi che, secondo gli inquirenti, avrebbero però inciso negativamente sugli standard di sicurezza.

Per far fronte a un affitto mensile di circa 40mila franchi e a un acquisto avvenuto a cifre considerate fuori mercato, i risparmi sarebbero stati fatti proprio su controlli, certificazioni e dispositivi antincendio.

Un dettaglio che può cambiare l’inchiesta

La presunta fuga con la cassa in mano rappresenta ora uno degli elementi più delicati dell’indagine. Gli investigatori stanno incrociando le immagini con le testimonianze e con le tempistiche dell’incendio per stabilire se ci siano state omissioni gravi e consapevoli.

In un’inchiesta già segnata da accuse pesanti sulla gestione del locale e sulla mancata prevenzione dei rischi, questo dettaglio potrebbe segnare una svolta decisiva, rafforzando l’ipotesi che la strage di Crans-Montana non sia stata solo una tragica fatalità, ma il risultato di scelte precise e comportamenti discutibili.