domenica, Luglio 12

Crans-Montana, Moretti ammette: porta di sicurezza chiusa a chiave

Emergono nuovi e pesantissimi dettagli sull’incendio che ha devastato il locale Le Constellation di Crans-Montana nella notte di Capodanno, causando la morte di decine di giovani. Secondo quanto riportato dai media svizzeri, il titolare del locale avrebbe ammesso davanti agli inquirenti che una delle uscite di servizio era chiusa a chiave.

A riferirlo è la televisione svizzera Rts, che cita fonti confidenziali vicine all’inchiesta. Una rivelazione che, se confermata, potrebbe cambiare radicalmente il quadro giudiziario della tragedia e aggravare ulteriormente la posizione dei proprietari del locale.

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La porta chiusa e il materiale che ha preso fuoco

Jacques Moretti, proprietario del Constellation e attualmente sottoposto a misura di arresto cautelare, avrebbe dichiarato che la porta di servizio situata al piano terra era bloccata dall’interno. Una chiusura che avrebbe impedito a molte persone di mettersi in salvo durante l’incendio.

Secondo le stesse fonti, Moretti avrebbe anche ammesso di aver sostituito personalmente la schiuma fonoassorbente presente nel locale, il materiale che avrebbe poi preso fuoco sprigionando fumo e calore in pochi istanti.

I corpi davanti all’uscita

Un altro elemento drammatico emerge dal racconto riportato dai media elvetici: Moretti, arrivato sul posto dopo l’incendio, avrebbe dichiarato di aver sbloccato lui stesso la porta dall’esterno, trovando davanti ad essa diversi corpi inanimati ammassati.

Una scena che confermerebbe quanto ipotizzato fin dalle prime ore dopo la strage: molte vittime avrebbero tentato disperatamente di raggiungere un’uscita che, però, risultava inutilizzabile.

Le accuse e l’ipotesi di dolo eventuale

Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric sono attualmente indagati per omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Tuttavia, secondo quanto sottolinea Rts, le ammissioni sulla porta chiusa a chiave e sulle modifiche strutturali del locale potrebbero spingere la procura a valutare un’ipotesi ben più grave.

Non è escluso, infatti, che venga contestato il reato di omicidio con dolo eventuale, qualora gli inquirenti dovessero ritenere che i responsabili fossero consapevoli del rischio mortale legato alle condizioni di sicurezza del locale.

Le autopsie e l’inchiesta italiana

Parallelamente all’inchiesta svizzera, proseguono anche le indagini in Italia sulle vittime italiane della strage. A Genova verrà eseguita l’autopsia sul corpo di uno dei ragazzi deceduti, mentre esami analoghi sono previsti anche a Roma, Milano e Bologna.

Gli accertamenti medico-legali serviranno a chiarire le cause precise dei decessi: ustioni, inalazione di fumo o schiacciamento durante la fuga. Dai primi elementi emerge che molte vittime non presenterebbero segni evidenti di bruciature, rafforzando l’ipotesi che il fumo abbia avuto un ruolo determinante.

Un’inchiesta ancora in evoluzione

La magistratura continua a raccogliere testimonianze e riscontri tecnici, mentre l’opinione pubblica resta scossa da una tragedia che, giorno dopo giorno, appare sempre meno come una fatalità e sempre più come il risultato di gravi responsabilità.

Le prossime decisioni della procura potrebbero segnare una svolta decisiva nell’inchiesta e ridefinire il futuro giudiziario dei titolari del Constellation.