È morta all’età di 76 anni Valeria Fedeli, politica, sindacalista ed ex ministra dell’Istruzione durante il governo guidato da Paolo Gentiloni. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa nella mattinata e ha immediatamente suscitato reazioni di cordoglio nel mondo politico, sindacale e istituzionale.
Figura storica della sinistra italiana, Fedeli ha attraversato oltre quarant’anni di impegno pubblico, lasciando un segno profondo soprattutto nei temi del lavoro, della scuola e dei diritti civili.
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Dalle lotte sindacali alla politica nazionale
Nata a Treviglio, in provincia di Bergamo, nel 1949, Valeria Fedeli ha costruito gran parte della sua carriera all’interno della Cgil. È stata una dirigente di primo piano del sindacato, arrivando a ricoprire ruoli nazionali e diventando una delle voci più autorevoli nelle battaglie per la tutela dei lavoratori.

Il suo nome è legato in particolare alla Filtea-Cgil, la federazione del settore tessile e manifatturiero, di cui è stata segretaria generale. Un incarico che l’ha vista confrontarsi con le trasformazioni dell’industria italiana, la crisi occupazionale e la difesa dei diritti nei comparti più esposti alla globalizzazione.
L’ingresso in Parlamento e la vicepresidenza del Senato
Dopo una lunga esperienza sindacale, Fedeli entra in politica con il Partito Democratico. Eletta senatrice nel 2013, viene successivamente nominata vicepresidente del Senato, assumendo anche la presidenza dell’aula in alcuni passaggi istituzionali particolarmente delicati.
In Parlamento si distingue per un profilo rigoroso e per l’attenzione costante alle politiche sociali, al lavoro e all’uguaglianza di genere, diventando una figura di riferimento nell’area progressista.
Il ruolo di ministra dell’Istruzione
Nel 2016 Valeria Fedeli entra a far parte del governo Gentiloni come ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il suo mandato si svolge in una fase complessa per il mondo della scuola, segnata da tensioni, riforme e richieste di maggiore inclusione.
Durante la sua esperienza al Miur, Fedeli ha posto al centro del dibattito temi come il diritto allo studio, la lotta alle discriminazioni e il rafforzamento del ruolo della scuola pubblica, affrontando anche confronti duri con sindacati e opposizioni.
Impegno civile e battaglie per la parità
Oltre ai ruoli istituzionali, Valeria Fedeli è stata una protagonista del femminismo italiano. È tra le fondatrici del movimento “Se non ora, quando?”, nato per contrastare la rappresentazione sessista delle donne e promuovere una reale parità nei luoghi di potere e nei media.
Anche dopo l’uscita dal Parlamento, ha continuato a intervenire nel dibattito pubblico, mantenendo una presenza costante sui temi dei diritti civili, della giustizia sociale e dell’istruzione.
Il ricordo e l’eredità politica
Sposata con Achille Passoni, anch’egli sindacalista ed ex parlamentare, Valeria Fedeli viveva a Roma. Con la sua scomparsa, il mondo politico e sindacale perde una figura che ha rappresentato per decenni un punto di riferimento nel dialogo tra istituzioni, lavoro e società civile.
Il suo percorso resta legato a un’idea di politica fondata sull’impegno, sulla coerenza e sulla difesa dei diritti, in particolare di chi è rimasto più esposto alle disuguaglianze economiche e sociali.