Il sì è in vantaggio nel referendum sulla riforma della giustizia, ma una larga parte degli italiani resta ancora indecisa in vista del voto previsto per il 22 e 23 marzo 2026. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio realizzato da Only Numbers – di Alessandra Ghisleri – per la trasmissione televisiva Porta a Porta.
Affluenza ancora incerta

Leggi anche:Caso Roggero, Mattarella convoca Nordio al Quirinale: “La grazia è facoltà esclusiva del capo dello Stato”
Leggi anche:Voto anticipato, nella maggioranza circola una data: il 4 aprile 2027. E non è una scelta casuale
Leggi anche:Falso lancio d’agenzia sulle chat dei giornalisti: la bufala su Meloni al Quirinale. Adnkronos denuncia
Secondo i dati, solo il 41% degli italiani dichiara con certezza che andrà a votare. Il 17,4% afferma invece che non si recherà alle urne, mentre il dato più rilevante riguarda gli indecisi, che rappresentano il 41,6% del campione.
Un elemento che rende il risultato finale ancora aperto, nonostante il vantaggio del sì.
Separazione delle carriere: il sì davanti al no
Nel merito del quesito principale, il 50,3% degli italiani voterebbe sì alla conferma della legge sulla separazione delle carriere dei magistrati, così come approvata dal Parlamento.
Il 35,4% si esprimerebbe invece per il no, chiedendo l’abrogazione della riforma. Resta comunque significativa la quota di elettori che non ha ancora maturato una posizione definitiva.
Sorteggio dei Csm: consenso superiore alle opposizioni
Alla proposta di introdurre il sorteggio dei membri dei due nuovi Consigli superiori della magistratura, uno per i pubblici ministeri e uno per i giudici, il 44,3% degli intervistati si dichiara favorevole.
I contrari sono il 32,1%, mentre il 23,6% non esprime un’opinione.
Alta Corte disciplinare: quasi metà degli italiani favorevole
Per quanto riguarda l’istituzione di una Alta Corte disciplinare, composta da quindici membri tra nomine istituzionali, professori universitari, avvocati e magistrati estratti a sorte, il 48% degli italiani si dice favorevole.
Il 27,2% è contrario, mentre il 24,8% non sa rispondere.
Composizione dei nuovi Csm
Anche sulla proposta di comporre i nuovi Consigli superiori con due terzi di magistrati sorteggiati e un terzo di professori universitari o avvocati con almeno 15 anni di esperienza, prevale il sì.
Il 44,2% degli intervistati si dice favorevole, contro il 31,2% di contrari. Il 24,6% resta indeciso.
Un voto ancora aperto
Il quadro complessivo mostra quindi un vantaggio del sì su tutti i principali punti della riforma, ma anche una forte area di incertezza che potrebbe incidere in modo decisivo sull’esito del referendum.
Con l’avvicinarsi della data del voto, la campagna informativa e politica sarà determinante per orientare una parte consistente dell’elettorato che, ad oggi, non ha ancora scelto.