Una nota breve, fredda e nettissima, che segue un faccia a faccia pomeridiano al Quirinale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il ministro della Giustizia Carlo Nordio per — recita testualmente il comunicato — “puntualizzare i limiti delle attribuzioni del Ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al Presidente della Repubblica, come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006″.
Parole che arrivano dopo che il Guardasigilli aveva annunciato l’avvio di un’istruttoria sul caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour per il quale l’intera maggioranza di centrodestra chiede la grazia.
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Una questione di metodo, non di merito

Fonti del Quirinale fanno notare che non si tratta di una presa di posizione sul merito della grazia. Anche perché le motivazioni della sentenza della Cassazione non sono ancora state depositate: qualsiasi discorso sulla concessione o meno del provvedimento è, allo stato, prematuro.
La questione è strettamente di metodo, e tocca i poteri del presidente della Repubblica così come disegnati dalla Costituzione. La sentenza 200 del 2006, richiamata nel comunicato, riconosce espressamente che la grazia possa essere concessa anche in assenza di domanda, ma stabilisce che in ogni caso l’iniziativa spetti al capo dello Stato.
Il richiamo a Einaudi
Secondo quanto riportato dall’Ansa, nel corso del colloquio Mattarella avrebbe citato le parole di Luigi Einaudi: “È dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce”.
Una citazione che chiarisce la posta in gioco: non il singolo caso, ma la tenuta nel tempo delle prerogative presidenziali.
L’istruttoria del ministro
Era stato lo stesso Nordio, nel pieno della mobilitazione del centrodestra, ad annunciare di aver avviato l’istruttoria — coordinandosi anche con la Procura generale di Torino — precisando che si trattava di un’iniziativa autonoma. Una mossa che ha portato alla convocazione al Colle.
Il caso Roggero
Mercoledì 15 luglio la Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi per quanto avvenuto il 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour. Tre uomini erano entrati in gioielleria minacciando Roggero, la moglie e la figlia con un coltello e una pistola poi rivelatasi giocattolo. Una volta usciti ed entrati in auto, erano stati raggiunti dal gioielliere, che aveva esploso quattro colpi.
Giuseppe Mazzarino era morto immediatamente, Alessandro Modica era stato colpito a una gamba. Andrea Spinelli, secondo la ricostruzione processuale, aveva tentato la fuga ma, dopo essere inciampato, era stato raggiunto e colpito ripetutamente con calci alla testa e alla schiena, fino alla morte. Roggero ha sempre sostenuto di essere innocente e di aver agito per il timore che i rapinatori tornassero indietro; il pubblico ministero definì invece le sue azioni “non legittima difesa, ma illegittima vendetta”.
Il gioielliere, contrariamente a quanto annunciato in un primo momento, ha scelto di non consegnarsi, attendendo l’arrivo dell’ordine di carcerazione.
Le reazioni delle opposizioni
Durissime le reazioni del centrosinistra. I componenti M5S delle commissioni Giustizia parlano di “una sonora lezione di Costituzione” ricevuta dal ministro, accusando il centrodestra di “speculazione”. Per la responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, Nordio “dimostra ancora una volta la propria inadeguatezza”, e chiama in causa la premier: “Era informata dell’iniziativa del suo ministro?”.
Il precedente più citato è quello della grazia a Nicole Minetti, altro momento di frizione istituzionale sullo stesso terreno. Per ora, dal governo, nessuna replica ufficiale alla nota del Colle.