Alle 06:03 di sabato 24 gennaio 2026, un terremoto di magnitudo 3.0 ha scosso la Sicilia, con epicentro a circa 5 chilometri a nord di Sclafani Bagni, un comune della provincia di Palermo.

Sebbene la magnitudo possa sembrare modesta, l’evento ha catturato l’attenzione non solo degli esperti sismologi, ma anche dei residenti delle aree circostanti, che hanno avvertito il tremore in un orario in cui la quiete mattutina regna sovrana.
La scossa, registrata a una profondità di 9 chilometri, rientra nella categoria degli eventi sismici considerati lievi. Tuttavia, la percezione di un terremoto può variare notevolmente a seconda della posizione e delle condizioni ambientali. In questo caso, la conformazione collinare della zona ha amplificato il senso di vibrazione, rendendo l’esperienza più tangibile per chi si trovava nelle vicinanze dell’epicentro.
Un risveglio inaspettato
Immaginate di essere svegliati all’alba, mentre il mondo intorno a voi è ancora avvolto nel silenzio. Il sole non è ancora sorto completamente, e la tranquillità è interrotta da un leggero tremore. Questo è ciò che hanno vissuto molti abitanti di Sclafani Bagni e dei comuni limitrofi come Scillato, Cerda e Caltavuturo. Per alcuni, il terremoto è stato un semplice fastidio, per altri, un momento di paura e incertezza. La reazione immediata è spesso quella di cercare conferme, di capire se ciò che si è avvertito è reale o frutto di un sogno.
Le scosse sismiche, anche se lievi, possono risvegliare antiche paure e ricordi. La Sicilia, terra di storia e cultura, è anche una regione con una lunga memoria sismica. Gli eventi passati, spesso drammatici, hanno lasciato un segno indelebile nella coscienza collettiva. Anche se oggi non si segnalano danni o criticità, il ricordo di terremoti più devastanti può riemergere, creando un’atmosfera di tensione.
La normalità della sismicità siciliana
Per gli esperti, episodi come quello di sabato rientrano nella normale attività sismica dell’Appennino siciliano. La regione è caratterizzata da una complessa interazione tra le placche tettoniche, che genera frequenti ma generalmente lievi scosse. La scienza, con i suoi strumenti e le sue misurazioni, cerca di dare un senso a questi eventi, ma l’esperienza umana è spesso più complessa. La paura, l’incertezza e la vulnerabilità sono sentimenti che non possono essere misurati con una scala Richter.




