sabato, Gennaio 24

Garlasco, il generale Garofano: “Immagini terribili sul pc di Stasi, uno choc”

Nel caso Garlasco, anche a distanza di anni, ogni dettaglio continua a riemergere con forza, alimentando dubbi, interrogativi e nuove letture di una vicenda che ha segnato profondamente la cronaca giudiziaria italiana. Un delitto che, nonostante una sentenza definitiva, resta al centro di un dibattito pubblico mai del tutto sopito.

Questa volta l’attenzione si concentra su un aspetto già noto ma tornato prepotentemente al centro della discussione: i contenuti presenti nel computer di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato di Chiara Poggi e poi condannato per il suo omicidio.

Le immagini nel computer e il tema del movente

Da giorni si discute delle fotografie e dei video rinvenuti nel pc di Stasi, alcuni dei quali a contenuto pornografico. Materiale che, secondo quanto emerso negli anni, non rappresentava un segreto assoluto: Chiara era a conoscenza dell’abitudine del fidanzato di guardare contenuti di quel tipo, come riferito anche da persone a lei vicine dopo l’omicidio.

Proprio per questo motivo, l’ipotesi che quelle immagini possano costituire un possibile movente continua a dividere osservatori e addetti ai lavori. Da un lato chi ritiene che la scoperta di determinati contenuti possa aver generato una reazione emotiva violenta, dall’altro chi sottolinea come si tratti di materiale purtroppo facilmente reperibile e diffuso.

Le parole del generale Garofano

A intervenire sul punto è stato Luciano Garofano, ex generale del Ris, che ha invitato a mantenere un approccio estremamente prudente. “Dobbiamo procedere con cautela”, ha spiegato, ricordando che molte delle informazioni circolate sono anticipazioni e non conclusioni definitive.

Secondo Garofano, se si intende fare piena luce su questo aspetto, l’analisi non può essere parziale: non basta concentrarsi su un solo computer. È necessario valutare anche il contesto complessivo e verificare tutti gli elementi disponibili, senza forzare interpretazioni.

“Immagini terribili”: cosa significa davvero

Il passaggio più delicato riguarda il riferimento, da parte dell’autorità giudiziaria, a presunti “segreti” custoditi da Stasi. Garofano ha chiarito che, se Chiara avesse davvero aperto alcune cartelle, si entrerebbe inevitabilmente nel terreno della soggettività.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.