Il caso del femminicidio di Federica Torzullo continua a scuotere Anguillara Sabazia e l’opinione pubblica nazionale, trasformandosi in una vicenda sempre più cupa e complessa. Quando il dolore per una morte violenta non aveva ancora trovato parole, un nuovo dramma si è abbattuto sulla stessa famiglia, aggiungendo silenzio e sgomento a una storia già segnata dall’orrore.
Nel tardo pomeriggio di sabato 24 gennaio, i corpi senza vita di Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, genitori di Claudio Carlomagno, sono stati trovati all’interno della loro abitazione ad Anguillara Sabazia. Entrambi sarebbero stati rinvenuti impiccati, una circostanza che ha portato fin da subito gli inquirenti a ipotizzare un suicidio di coppia.
Una scoperta che ha gettato un’ombra ancora più pesante sulla vicenda del femminicidio di Federica, uccisa nella villetta di famiglia con estrema violenza.
Il silenzio prima della scoperta

A far scattare l’allarme sarebbe stata una parente stretta della famiglia. La zia di Claudio Carlomagno, non riuscendo più a mettersi in contatto con la coppia, ha deciso di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Quando i carabinieri sono entrati nell’abitazione, si sono trovati davanti a una scena che ha immediatamente fatto comprendere la gravità della situazione.
La casa è stata posta sotto sequestro per consentire tutti gli accertamenti necessari, mentre le salme sono state messe a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La lettera prima del gesto estremo
Solo nelle ore successive è emerso un dettaglio che aggiunge un ulteriore livello di drammaticità alla vicenda. I due coniugi avrebbero lasciato una lettera prima di togliersi la vita.
Secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, la missiva conterrebbe la spiegazione del loro gesto e sarebbe stata indirizzata al loro altro figlio, Davide Carlomagno. Un messaggio privato, carico di dolore, che potrebbe aiutare a comprendere le motivazioni profonde di una decisione tanto radicale.
Il contenuto della lettera è ora al vaglio degli inquirenti, che dovranno stabilire se contenga elementi utili anche per il contesto più ampio dell’indagine familiare e giudiziaria.
Una famiglia travolta dall’orrore
Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, entrambi 65enni, si sono ritrovati improvvisamente al centro di un uragano mediatico e umano dopo l’arresto del figlio Claudio, reo confesso dell’omicidio della moglie Federica Torzullo.
La donna, ingegnere di 41 anni, è stata uccisa nella villetta di famiglia ad Anguillara Sabazia in un contesto che gli inquirenti stanno ancora cercando di ricostruire con precisione, tra incongruenze temporali, elementi sospetti e dubbi sulla dinamica reale del delitto.
Negli ultimi giorni, Maria Messenio aveva anche rassegnato le dimissioni dal suo incarico di assessore alla Sicurezza del Comune di Anguillara Sabazia, un segnale che molti, col senno di poi, leggono come il riflesso di una pressione psicologica ormai insostenibile.
Il peso di una tragedia che non si ferma
Il suicidio dei genitori di Carlomagno appare come l’epilogo disperato di una vicenda che ha distrutto più vite e più famiglie. Vergogna, senso di colpa, impotenza e dolore potrebbero aver spinto la coppia a un gesto estremo, maturato in un clima di isolamento e sofferenza.
Gli investigatori proseguono ora su due fronti paralleli: da un lato, chiarire definitivamente le circostanze del femminicidio di Federica Torzullo; dall’altro, comprendere se la lettera lasciata dai genitori possa fornire ulteriori chiavi di lettura su una tragedia che continua a rivelare nuovi, inquietanti risvolti.
Una storia che, giorno dopo giorno, si conferma come una delle più dolorose e complesse della recente cronaca italiana.