lunedì, Febbraio 9

Caso Epstein, bufera su Stramer: si dimette anche il capo delle Comunicazioni di Downing Street

Il governo britannico, guidato da Keir Starmer, si trova attualmente in una fase di crisi profonda, una tempesta politica che sembra non dare tregua ai vertici di Downing Street.

Le dimissioni di Tim Allan, direttore delle comunicazioni del primo ministro, segnano un punto critico in un periodo già segnato da tensioni e sfiducia. Questo addio non è un evento isolato, ma si inserisce in un contesto di instabilità interna, caratterizzato da una serie di defezioni che minano la solidità dell’esecutivo proprio mentre il paese affronta sfide di rilevanza internazionale e interna.

Il fulcro della crisi risiede nella gestione della nomina di Peter Mandelson come ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti. Mandelson, figura storica e controversa del Labour, è tornato al centro delle cronache per i suoi presunti legami con Jeffrey Epstein, il finanziere americano coinvolto in uno scandalo di traffico sessuale. La decisione di puntare su di lui per una delle sedi diplomatiche più prestigiose al mondo si è rivelata una scelta discutibile, specialmente alla luce della pubblicazione di documenti compromettenti da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense.

La tempesta si è intensificata quando Morgan McSweeney, il potente capo di gabinetto di Starmer, ha ammesso la sua responsabilità nella nomina di Mandelson, un errore di valutazione che ha esposto il primo ministro a un fuoco incrociato di critiche. La pressione politica è aumentata, e le dimissioni di Allan sembrano essere il naturale proseguimento di un rimpasto forzato, necessario per cercare di ripulire l’immagine della comunicazione governativa.

Con l’addio di Tim Allan, salgono a quattro i professionisti che hanno ricoperto e abbandonato il ruolo di direttore delle comunicazioni durante la premiership di Starmer. Prima di lui, figure come Matthew Doyle, James Lyons e Steph Driver avevano già lasciato Downing Street, delineando un quadro di fragilità organizzativa. Allan era arrivato con l’obiettivo di stabilizzare il messaggio politico del governo, forte della sua esperienza al fianco di Tony Blair. Tuttavia, la pressione derivante dal caso Epstein e le frizioni interne hanno reso impossibile la prosecuzione del suo mandato.

Questa instabilità nell’ufficio stampa e nel gabinetto del primo ministro solleva seri dubbi sulla capacità di Starmer di mantenere il controllo sulla propria squadra di governo nel lungo periodo. La vicenda Mandelson ha messo in luce una certa miopia politica nel sottovalutare l’impatto di legami passati con figure tossiche come Epstein, specialmente in un momento in cui l’integrità morale è un tema centrale nel dibattito pubblico britannico.

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