Una doppia scossa di terremoto è stata registrata nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 9 febbraio, nel Mar Tirreno meridionale, al largo della costa settentrionale della Sicilia e a ovest delle Isole Eolie.
Il primo evento sismico è stato rilevato alle 14:40 con una magnitudo di 3.4, seguito circa dieci minuti dopo da una seconda scossa più intensa.
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Seconda scossa più forte nel giro di dieci minuti
Alle 14:50 i sismografi hanno registrato un nuovo evento nello stesso settore del Tirreno, con una magnitudo preliminare compresa tra 4.0 e 4.5. I dati sono ancora in fase di aggiornamento e potrebbero essere oggetto di revisione nelle prossime ore.
La prima scossa si è verificata a una profondità di circa 10 chilometri, una quota relativamente superficiale che può favorire la percezione del sisma nelle aree costiere. Anche la seconda scossa risulta localizzata in mare, nello stesso tratto a ovest dell’arcipelago eoliano.
Nessun danno segnalato
Secondo le informazioni disponibili al momento, le scosse sarebbero state avvertite in maniera lieve lungo la costa settentrionale siciliana e nelle aree più vicine all’epicentro marino, ma non risultano danni a persone o cose.
Le autorità e gli enti di monitoraggio stanno seguendo l’evoluzione della situazione, senza che siano state segnalate criticità rilevanti.
Un’area ad alta sismicità
Il settore delle Isole Eolie e del Tirreno meridionale è caratterizzato da una sismicità frequente, legata alla complessa interazione tra la placca africana e la placca euroasiatica. La zona è inoltre influenzata dalla presenza di strutture tettoniche profonde e dall’attività vulcanica dell’arcipelago.
Tra i vulcani attivi dell’area figurano Stromboli e Vulcano, che nel corso della storia hanno fatto registrare fasi eruttive accompagnate da eventi sismici anche significativi.
Nel 1938 un terremoto nell’area eoliana provocò danni rilevanti, in particolare a Lipari. Più recentemente, il Tirreno meridionale è stato interessato da scosse di magnitudo superiore a 5, spesso con epicentro in mare.
Monitoraggio costante
Proprio per la combinazione tra attività tettonica e vulcanica, l’area è costantemente monitorata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che mantiene attiva una rete di sorveglianza sismica e vulcanica permanente.
Al momento la situazione è sotto controllo, ma gli esperti continuano a seguire eventuali sviluppi della sequenza sismica nelle prossime ore.