martedì, Febbraio 10

Silli lascia il governo: dimissioni agli Esteri, cosa farà ora

Giorgio Silli

rassegna le dimissioni da sottosegretario agli Affari Esteri e passa a un incarico internazionale: guiderà l’IILA, l’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana.

Dimissioni ufficiali: cosa è successo e quando

Un cambio di casacca? Uno strappo interno? In questo caso no. Nel tardo pomeriggio del 9 febbraio 2026 è arrivata la conferma: Giorgio Silli non fa più parte della squadra di governo nel ruolo di sottosegretario agli Esteri.

La decisione viene letta come un avvicendamento importante dentro la compagine governativa, ma le ragioni non sono legate a tensioni politiche o a un braccio di ferro tra correnti. L’uscita di scena, infatti, è collegata a un passaggio professionale già scritto da tempo: un incarico di vertice fuori dai confini nazionali.

Perché Silli lascia: il nuovo incarico all’IILA

Silli lascia l’esecutivo per assumere la guida dell’IILA (Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana), una struttura che si occupa di rafforzare la cooperazione tra l’Italia e i Paesi dell’America Latina in più settori: istituzioni, sviluppo, economia, formazione, cultura e innovazione.

Il punto che rende la notizia meno “improvvisa” per chi segue i dossier diplomatici è che la nomina era già stata definita nei mesi precedenti. Il passaggio diventa operativo con l’insediamento formale: da qui la scelta di chiudere l’esperienza a governo in carica.

Una nomina decisa mesi fa

Secondo quanto ricostruito nell’ambiente istituzionale, il nuovo incarico non nasce all’ultimo minuto. Silli era stato indicato ed eletto all’unanimità dai rappresentanti dei Paesi membri dell’organizzazione, con un voto che ha rafforzato l’immagine di un profilo considerato spendibile sul piano internazionale e nei rapporti con l’area latinoamericana.

Che cos’è l’IILA e perché conta per l’Italia

L’IILA è una piattaforma diplomatica e operativa che punta a far crescere i rapporti tra l’Italia e l’America Latina con progetti concreti e accordi di cooperazione. Il suo ruolo non è solo simbolico: lavora su programmi in cui entrano in gioco investimenti, ricerca, partnership istituzionali e iniziative culturali.

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