giovedì, Luglio 2

Marina Berlusconi: “Voterò Sì al referendum sulla giustizia”

Marina Berlusconi annuncia il suo voto favorevole al referendum sulla giustizia del 22-23 marzo e attacca il sistema delle correnti nella magistratura.

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“Voterò Sì, è la cosa giusta”

“Al referendum voterò Sì. E non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta”. Con queste parole Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, prende posizione in modo netto sulla consultazione popolare dedicata alla riforma della giustizia.

La figlia dell’ex premier chiarisce subito il perimetro politico della sua scelta: non una resa dei conti, non un voto contro qualcuno, ma una valutazione sui contenuti. “A questo dovrebbero servire i referendum: a esprimersi nel merito, non in base alle appartenenze”, sottolinea.

Separazione delle carriere: “Occasione irripetibile”

Il cuore del suo intervento riguarda la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, punto centrale della riforma. Secondo Marina Berlusconi si tratta di un passaggio necessario per garantire una reale terzietà del giudice e per superare un sistema che, a suo dire, “soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati”.

“Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare”, afferma, evidenziando come il referendum possa rappresentare uno spartiacque nel funzionamento della macchina giudiziaria italiana.

Il riferimento al passato giudiziario di Silvio Berlusconi

Nel suo intervento non manca un riferimento al percorso giudiziario del padre. “È vero, mio padre ha subito un’inaccettabile persecuzione giudiziaria”, ammette. Tuttavia precisa che la sua posizione non nasce da una logica di rivalsa personale.

Il problema, sostiene, non riguarda una singola stagione politica o una sola figura pubblica, ma un meccanismo più ampio che necessita di essere riformato in modo strutturale.

“Mercato di nomine vergognoso”

Le parole più dure arrivano quando affronta il tema delle correnti interne alla magistratura. Marina Berlusconi parla apertamente di un “vergognoso mercato di nomine”, puntando il dito contro dinamiche che, a suo giudizio, trasformerebbero alcune scelte in logiche di scambio.

Nel mirino c’è il ruolo delle correnti all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura, accusate di incidere in modo determinante sulle carriere di pm e giudici. “Il problema non sono i magistrati, ma le correnti”, sostiene, descrivendo un sistema che ricorda “un gran bazar”, dove promozioni e incarichi sembrano il risultato di equilibri interni più che di merito.

Il nodo tra politica e magistratura

Pur riconoscendo la libertà di ogni magistrato di avere proprie idee, Marina Berlusconi ribadisce un principio che considera fondamentale: nessuno dovrebbe fare carriera attraverso la politica, né utilizzare l’attività giudiziaria come strumento di battaglia politica.

Il suo intervento si inserisce in un clima già acceso in vista del voto, con la riforma della giustizia che continua a dividere partiti, associazioni e opinione pubblica.

Il referendum del 22-23 marzo si preannuncia dunque come uno snodo politico e istituzionale rilevante. La presa di posizione di Marina Berlusconi aggiunge peso mediatico e simbolico a un dibattito destinato a restare centrale nelle prossime settimane.