Il cielo sopra Cassano allo Ionio, in Calabria, si è tinto di un grigio minaccioso, un presagio di ciò che stava per accadere.
Le nuvole, cariche di pioggia, hanno iniziato a riversare il loro contenuto su un territorio già provato da condizioni meteorologiche avverse. In pochi istanti, il suono della pioggia si è trasformato in un ruggito sordo, mentre il fiume Crati, uno dei corsi d’acqua più importanti della regione, ha iniziato a esondare, superando gli argini e invadendo le strade e le abitazioni circostanti. Questo evento non è solo un episodio isolato, ma un segnale di un cambiamento climatico che si fa sempre più evidente e preoccupante.

Il sindaco Gianpaolo Iacobini ha lanciato un appello disperato ai residenti delle zone più vulnerabili, invitandoli ad abbandonare le loro case senza indugi. Le località di Piano Scafo e Lattughelle, insieme a tutte le aree limitrofe, sono state dichiarate ad alto rischio. Circa cinquecento cittadini sono stati costretti a lasciare temporaneamente le loro abitazioni, un gesto estremo che mette in luce la fragilità di un territorio spesso dimenticato. La decisione di evacuare è stata presa in un clima di crescente ansia, mentre le immagini di strade trasformate in fiumi e case circondate dall’acqua hanno cominciato a circolare sui social media, amplificando la sensazione di impotenza e vulnerabilità.
La situazione è critica. Le forti precipitazioni hanno causato l’ingrossamento del fiume Crati, che ha esondato in ben due punti distinti. Le conseguenze sono devastanti, non solo per le abitazioni, ma anche per l’agricoltura locale. I campi di agrumeti, simbolo del paesaggio calabrese, sono stati invasi dalle acque, e il timore è che la situazione possa peggiorare ulteriormente. La Protezione Civile e le forze dell’ordine sono al lavoro per monitorare la situazione e garantire la sicurezza della popolazione, ma il rischio di nuovi allagamenti è palpabile.
Questa emergenza non è un caso isolato. La Calabria, e in particolare la provincia di Cosenza, sta affrontando un’ondata di maltempo che ha colpito duramente anche le coste. Mareggiate imponenti rendono difficile la circolazione e mettono a rischio le infrastrutture balneari e stradali. Le immagini che giungono dal territorio sono strazianti: famiglie costrette a lasciare le loro case, soccorse con gommoni, mentre l’acqua invade ogni angolo. La natura, in tutta la sua potenza, sembra reclamare i propri spazi, e gli esseri umani si trovano a fronteggiare una forza che non possono controllare.
Il fiume Crati, con la sua storia e il suo significato per la comunità locale, diventa simbolo di una lotta tra uomo e natura. Le sue acque, che un tempo rappresentavano vita e prosperità, ora si trasformano in un incubo per chi vive lungo le sue sponde. La fragilità del territorio calabrese è emersa con prepotenza, evidenziando la necessità di un intervento urgente e di una riflessione profonda sulla gestione del rischio idrogeologico. La questione non riguarda solo l’emergenza attuale, ma solleva interrogativi più ampi su come le comunità si preparano e si adattano a eventi sempre più estremi.


















