Questa mattina, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presieduto il plenum del Consiglio superiore della magistratura (CSM) a Palazzo Bachelet, un evento che, sebbene di routine, assume un significato profondo in un contesto politico segnato da tensioni crescenti.

La decisione di Mattarella di partecipare a questo incontro non è stata casuale; è un gesto che riflette la sua volontà di riaffermare il valore istituzionale del CSM in un momento in cui il dibattito sulla giustizia si fa sempre più acceso e polarizzato.
Il clima attuale è caratterizzato da una campagna referendaria sulla giustizia che ha visto emergere polemiche e scontri verbali tra le diverse fazioni politiche. La presenza del Capo dello Stato in un contesto così delicato non è solo simbolica, ma rappresenta anche un richiamo all’unità e al rispetto reciproco tra le istituzioni. Mattarella ha aperto il suo intervento sottolineando che la sua presenza non è consueta, ma necessaria per ribadire l’importanza del CSM e il rispetto che deve essere riservato a questa istituzione da parte di tutte le altre.
Le parole di Mattarella sono state chiare e incisive: “In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale, ed estranea a temi o controversie di natura politica, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole, in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, nell’interesse della Repubblica.” Questa affermazione non è solo un richiamo al dovere istituzionale, ma un monito a tutti coloro che, in nome di una battaglia politica, potrebbero dimenticare il valore della collaborazione e del rispetto tra le istituzioni.
Il CSM, come ha ricordato il presidente, non è esente da critiche. È un’istituzione che, come tutte, presenta difetti e lacune. Tuttavia, il suo ruolo è cruciale per garantire l’autonomia della magistratura, un principio fondamentale della nostra democrazia. La presenza di Mattarella al plenum è un segnale forte: la magistratura deve essere tutelata e rispettata, soprattutto in un periodo in cui le tensioni politiche rischiano di minare la sua indipendenza.
Negli ultimi mesi, il dibattito sulla giustizia ha visto un’escalation di toni e attacchi. Le dichiarazioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha paragonato l’attività del CSM a “un meccanismo para-mafioso”, hanno ulteriormente alimentato le polemiche. Queste affermazioni non solo mettono in discussione il lavoro del CSM, ma rischiano di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. In questo contesto, la figura di Mattarella emerge come un punto di riferimento, un garante della legalità e del rispetto delle istituzioni.

















