
Una carriera tra TG2 e TG3
Per il grande pubblico era soprattutto la voce e il volto del TG2 e, successivamente, del TG3. Due esperienze che ne hanno consolidato l’autorevolezza e la credibilità, trasformandolo in un punto di riferimento per milioni di telespettatori.
Il suo stile era riconoscibile: sobrio, misurato, mai sopra le righe. Un modo di fare informazione lontano dagli eccessi e vicino ai fatti, capace di attraversare decenni di trasformazioni mediatiche restando fedele a un’idea semplice e rigorosa del mestiere di giornalista.
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Colleghi e addetti ai lavori lo descrivono come un professionista attento e scrupoloso, capace di guidare redazioni e di mantenere equilibrio anche nei momenti più complessi della cronaca nazionale.
La scrittura e l’amore per Napoli
Accanto all’attività televisiva, Liguoro si era dedicato anche alla scrittura. Tra le sue opere più note figura “Storie e poesie di un mascalzone latino”, biografia di Pino Daniele realizzata a quattro mani con l’artista e pubblicata dall’editore Tullio Pironti.
Grande tifoso del SSC Napoli, aveva raccontato la sua città con passione, contribuendo a diffondere un’immagine intensa e autentica di Napoli, con le sue contraddizioni e il suo orgoglio. Un legame identitario che non si è mai affievolito, neppure negli anni trascorsi lontano dalla Campania.
Il ricordo delle istituzioni
Tra i primi a esprimere cordoglio è stato il sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella, che ha ricordato Liguoro come «un importante riferimento del giornalismo italiano» e una figura di spicco del panorama culturale nazionale.
Romano d’adozione ma campano nell’anima, Mimmo Liguoro è stato un ponte tra territori e sensibilità diverse, sempre guidato da una forte etica professionale e da un’idea alta del servizio pubblico.
Con la sua scomparsa si chiude un capitolo significativo della televisione italiana. Resta il ricordo di una voce familiare, di uno stile riconoscibile e di un giornalismo capace di essere autorevole senza alzare i toni.