domenica, Luglio 26

Tram deragliato a Milano, dubbi sul malore del conducente: cos’è il sistema “uomo vigile”

Si concentrano sul presunto malore del conducente le indagini sul tram deragliato a Milano nel pomeriggio del 27 febbraio, incidente che ha causato due morti e decine di feriti. Ma accanto alla versione fornita dal tramviere emergono interrogativi tecnici legati ai sistemi di sicurezza.

Il nodo del “meccanismo dell’uomo vigile”

Nel corso della trasmissione televisiva Quarto Grado, Dario Ballotta, presidente dell’Osservatorio Trasporti, ha sollevato un punto cruciale: se si fosse trattato davvero di un malore improvviso, avrebbe dovuto attivarsi il cosiddetto meccanismo dell’uomo vigile.

«Se non dai un segnale che stai seguendo le attività di guida, il tram si ferma automaticamente», ha spiegato. «Perché qui non si è fermato?». Una domanda che ora entra a pieno titolo nel quadro investigativo.

Il sistema, presente sui mezzi di trasporto pubblico, richiede al conducente una costante interazione: in assenza di input per un determinato intervallo di tempo, il veicolo dovrebbe attivare la frenata di emergenza.

La versione del conducente

Il tramviere, ascoltato dalla polizia locale e dalla Procura di Milano, ha riferito di aver accusato un malore mentre era alla guida. Nella sua ricostruzione avrebbe saltato una fermata e non avrebbe attivato lo scambio necessario a mantenere la traiettoria corretta.

La mancata attivazione dello scambio avrebbe deviato il convoglio su un altro binario, provocando il deragliamento e il successivo schianto contro un edificio nel centro cittadino.

Gli inquirenti stanno ora verificando ogni elemento del racconto attraverso analisi tecniche approfondite, compreso il controllo dei dispositivi di bordo e l’esame del telefono cellulare del conducente, sequestrato come da prassi in questi casi.

Stress e doppi turni: un altro elemento sotto osservazione

Ballotta ha anche richiamato l’attenzione sulle condizioni lavorative dei conducenti, parlando di doppi turni e livelli elevati di stress in questo periodo. Un aspetto che, se confermato, potrebbe entrare nel dibattito più ampio sulla sicurezza e sull’organizzazione del servizio.

Le indagini dovranno chiarire se si sia trattato di un malore improvviso, di un errore umano, di un guasto tecnico o di una combinazione di fattori. Resta il dato drammatico: un incidente che ha sconvolto la città e riaperto il confronto sui sistemi di sicurezza del trasporto pubblico.