Sal Da Vinci conquista l’Ariston
È Sal Da Vinci il vincitore del Festival di Sanremo 2026. Il cantante ha trionfato al termine di una finale a cinque che lo ha visto davanti a Sayf, Ditonellapiaga, Arisa e Fedez con Marco Masini. L’annuncio è arrivato intorno alle due di notte, dopo una maratona televisiva lunga e carica di emozioni.
L’inizio della serata era stato solenne. Carlo Conti, Laura Pausini e Giorgia Cardinaletti hanno aperto la finale del 76esimo Festival con una riflessione contro le guerre e un messaggio chiaro: “Proteggiamo i bambini”. Un momento istituzionale che ha dato il tono a una serata segnata anche dall’attualità internazionale.
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Il passaggio di consegne in diretta
Il vero colpo di scena è arrivato in sala. Carlo Conti ha ufficialmente investito Stefano De Martino come prossimo conduttore e direttore artistico del Festival. Un passaggio di testimone avvenuto in diretta televisiva, evento mai accaduto prima nella storia recente della kermesse.
De Martino, 36 anni, emozionato e consapevole della sfida, ha dichiarato: “Non vedo l’ora di mettermi a lavoro”. Si chiude così l’era Conti, dopo due anni di transizione successivi al ciclo di Amadeus.
Una serata lunga e accademica
La finale è stata una lunga passerella di trenta artisti, da Francesco Renga fino a Eddie Brock, classificato ultimo. Momenti di leggerezza non sono mancati grazie a Nino Frassica e alle sue incursioni ironiche, ma la struttura della serata è rimasta didascalica e tradizionale.
Tra le eccezioni più significative, l’intervento di Gino Cecchettin in ricordo della figlia Giulia e di tutte le vittime di femminicidio, e l’ingresso spettacolare di Andrea Bocelli, arrivato a cavallo del suo Caudillo. Sul palco il tenore ha eseguito “Il mare calmo della sera” e “Con te partirò”, ricevendo una standing ovation.
Perché ha vinto lui
La domanda è rimbalzata subito sui social: “Perché ha vinto lui?”. La risposta va cercata nell’equilibrio tra televoto, sala stampa e giurie. Sal Da Vinci è riuscito a intercettare un consenso trasversale, mettendo d’accordo generazioni diverse con un brano capace di parlare al cuore del pubblico.
Nel corso delle serate precedenti il suo posizionamento nelle classifiche era rimasto solido, senza strappi clamorosi ma con una costanza che si è rivelata decisiva. Escludendo la serata cover, spesso influenzata da fattori esterni, il percorso è stato lineare e progressivo, costruito sull’empatia e sulla riconoscibilità artistica.
Il brano presentato ha puntato su una melodia immediata e su un testo emotivo, elementi che in un Festival tradizionalmente popolare continuano ad avere un peso determinante. In un momento storico in cui il gusto musicale cambia rapidamente, la sua proposta ha rappresentato una scelta rassicurante e identitaria per una parte consistente del pubblico.
Applausi ma anche polemiche
Non sono mancate le polemiche. Sui social il dibattito si è acceso immediatamente: da un lato chi ha parlato di trionfo meritato, dall’altro chi si è detto sorpreso dal risultato finale. Le dinamiche del voto misto, come sempre, hanno alimentato sospetti e discussioni.
Ma il verdetto ufficiale resta quello proclamato sul palco. E in teatro, almeno nell’immediato, ha prevalso l’entusiasmo.
La guerra sullo sfondo del Festival
Nonostante lo scintillio del palco, la serata è stata inevitabilmente sovrastata dalla cronaca internazionale. Gli aggiornamenti sulla guerra tra Iran e i suoi avversari hanno pesato sul clima generale, rendendo meno festoso il momento della proclamazione finale.
In un contesto globale segnato dall’incertezza, anche il Festival ha mostrato un volto più riflessivo. La musica resta centrale, ma il mondo fuori dall’Ariston non può essere ignorato.
Fine di un’epoca, inizio di un’altra
Con la vittoria di Sal Da Vinci e l’addio di Carlo Conti alla direzione artistica, si chiude simbolicamente un capitolo della storia recente del Festival. Il prossimo Sanremo sarà chiamato a segnare un cambiamento, in un panorama musicale che si trasforma rapidamente e che richiede nuove idee.
L’era De Martino è pronta a cominciare. E dopo una finale lunga, intensa e attraversata dalla realtà del mondo, il Festival si prepara a scrivere un nuovo capitolo.