giovedì, Luglio 23

“È arrivata ed ecco che ha fatto”. Il piccolo Domenico, prima del funerale il gesto della mamma che ammutolisce gli italiani

“È arrivato il momento di piangere Domenico. Poi ricominciamo a combattere per ottenere giustizia”. Con questa frase mamma Patrizia ha scandito la giornata dell’addio al figlio, il piccolo Domenico Caliendo, morto a due anni e mezzo dopo un trapianto di cuore. Il caso è legato al sospetto che l’organo, durante il trasferimento dall’ospedale di Bolzano all’ospedale Monaldi di Napoli, sia stato compromesso dal ghiaccio secco, circostanza al centro di accertamenti e approfondimenti. A Nola, nella cattedrale cittadina, la camera ardente è stata aperta alle 11. Alle 15 si sono svolti i funerali, celebrati dal vescovo Francesco Marino, con la presenza del cardinale di Napoli Mimmo Battaglia, che ha seguito la famiglia nelle settimane successive all’intervento. Attese anche alcune autorità istituzionali. In cattedrale, tuttavia, la partecipazione più ampia è arrivata dalla cittadinanza, che si è stretta attorno ai genitori e ai familiari.

Il piccolo Domenico Caliendo
Immagine in ricordo di Domenico Caliendo

Funerali Domenico Caliendo a Nola: la camera ardente e la partecipazione in cattedrale

Nel corso della mattinata, alcuni parenti hanno indossato magliette bianche con la foto del bambino. Sul retro, il nome e il numero 10, insieme alla scritta “Il nostro guerriero”. Un segno con cui la famiglia ha voluto ricordare il percorso di cura e le settimane trascorse tra speranza e difficoltà. Poi è avvenuto un altro fatto importante e commovente, per certi versi inatteso.

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Ospedale Monaldi Napoli: l’abbraccio tra la madre e la direzione sanitaria

In cattedrale è arrivata anche Anna Iervolino, manager del Monaldi e direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, accompagnata dalla direttrice sanitaria Angela Annechiarico e dalla dirigente Maria Cristina Boccia. Iervolino ha salutato il padre Antonio e ha abbracciato la madre del bambino, ripetendo: “Nessuno dimenticherà Domenico”. Quindi ha aggiunto, rivolta ai genitori: “Abbiamo sperato tutti con voi – ha aggiunto, rivolta ai genitori del bambino -. Nessuno lo dimenticherà, lo stiamo dimostrando con i fatti”. La madre ha risposto: “Devono pagare solo quelli che hanno sbagliato, non tutti i medici del Monaldi”.

Indagini e verifiche sul trapianto: esposto agli ordini professionali

Parallelamente al momento del lutto, la vicenda prosegue sul piano giudiziario e disciplinare. L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha comunicato l’intenzione di presentare un esposto agli ordini professionali nei confronti dei medici Guido Oppido e Gabriella Farina, rispettivamente primario dell’équipe che seguì il trapianto e cardiochirurga che si occupò dell’espianto dell’organo a Bolzano. L’obiettivo è accertare eventuali profili di natura disciplinare, con attenzione alle comunicazioni intercorse tra sanitari e familiari.

La bara durante l’ultimo saluto a Domenico Caliendo

Il caso Domenico Caliendo: dichiarazioni istituzionali e attenzione mediatica

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: “Oggi è il momento del dolore. Le eventuali e singole responsabilità saranno accertate. Gli errori singoli non devono essere attribuiti a tutta la sanità campana, che ha tante eccellenze e tanti operatori di grande qualità”. Alla giornata hanno preso parte anche numerosi operatori dell’informazione: oltre 170 testate si sono accreditate, incluse la Bild e l’agenzia turca Anadolu Agency, segno dell’attenzione che la storia del bambino ha suscitato anche fuori dall’Italia. La famiglia, mentre si conclude il momento dell’ultimo saluto, attende che gli accertamenti chiariscano quanto accaduto e definiscano eventuali responsabilità. “È arrivato il momento di piangere Domenico. Poi ricominciamo a combattere per ottenere giustizia”.