sabato, Agosto 1

Funerali Bonaccorti, l’assenza che tutti hanno notato

Tra tutte le assenze registrate ai funerali di Enrica Bonaccorti, celebrati sabato 14 marzo 2026 nella Basilica di Santa Maria in Montesanto — la Chiesa degli Artisti affacciata su Piazza del Popolo a Roma — una ha pesato più di tutte. Renato Zero, il cantautore romano legato alla conduttrice da una lunga e profonda amicizia, non era presente in chiesa. La sua assenza era visibile, palpabile, notata da tutti coloro che conoscono il legame speciale che i due avevano costruito nel corso di decenni di vita condivisa nel mondo dello spettacolo italiano.

funerali bonaccorti

Ma Renato Zero non ha lasciato che il silenzio parlasse al suo posto. Ha scritto una lettera — intima, personale, straziante — che Monsignor Antonio Staglianò, rettore della Basilica e celebrante della funzione, ha letto durante l’omelia davanti a una chiesa piena di colleghi, amici e fan in lacrime. Un testo che ha trasformato un’assenza fisica in una presenza emotiva assoluta. Le parole di Zero hanno fermato il respiro di chiunque le stesse ascoltando.

Ma non è stata solo la lettera di Renato Zero a rendere indimenticabile questa cerimonia. L’omelia di monsignor Staglianò ha restituito un ritratto di Bonaccorti che è andato molto oltre il ricordo della conduttrice televisiva.

La lettera di Renato Zero: “Lascerò sempre quella porta aperta”

Nel testo letto da monsignor Staglianò, Renato Zero ha ripercorso il lunghissimo percorso condiviso con Bonaccorti, con la semplicità di chi non ha bisogno di costruire un’immagine: “Sei stata all’occorrenza sorella, amica, complice, pur di non lasciarmi sguarnito, ci siamo arrangiati sempre, inventandoci giorno per giorno un mestiere diverso. Tu ti sei persino improvvisata mia manager per farmi ottenere qualche scrittura.”

Poi il cuore della lettera, il passaggio che ha fatto piangere anche chi cercava di trattenere le lacrime: “È stato un percorso infinitamente variegato e coinvolgente. A un tratto, però, mi sono svegliato e non ci sei più. La tua fresca risata, i tuoi sorrisi educati, la tua ironia pungente e stimolante: tutto è silenzio e comprendo che da lì dovrò sbrigarmela da solo. Eppure quanto di te resta addosso, quanta energia sprigiona la tua poesia, quanta bellezza ti porti. Ma io so che passerai da me cento, un miliardo di volte, ed è per questa ragione che lascerò sempre quella porta aperta.”

Parole che dicono tutto. Il ritratto di un’amicizia vera, costruita nei momenti di difficoltà, nelle invenzioni quotidiane di chi si fa strada nel mondo dello spettacolo senza avere tutto già pronto. Una donna che si era improvvisata manager per aiutare un amico. Un amico che le lascia la porta aperta per sempre.

L’omelia di Monsignor Staglianò: “Noi abbiamo riconosciuto Dio in lei”

L’intervento del vescovo ha offerto una lettura di Bonaccorti che è andata molto oltre la carriera televisiva, toccando la sua essenza umana attraverso i personaggi che aveva saputo raccontare nel corso degli anni: “Noi abbiamo riconosciuto Dio in lei, perché abbiamo visto in lei i tratti di Gesù. Quali tratti? La capacità di accogliere. I suoi personaggi, anche i più disperati, sono sempre accolti con uno sguardo che non giudica. Vina, Marina, Ignazio, Dino, Carla, Anna Paola: Enrica non li condanna mai. Li guarda con tenerezza, anche quando sbagliano, anche quando cadono.”

Staglianò ha poi aggiunto: “Enrica non ha mai nascosto le crepe, le rughe, i fallimenti. Anzi, ne ha fatto materia di racconto, di poesia, di condivisione. E anche questo è divino. Perché Dio, nella Scrittura, non nasconde le fragilità dei suoi amici.” Un omaggio che ha restituito la misura di una donna che aveva fatto della propria umanità — con le sue imperfezioni, le sue cadute, le sue rinascite — il materiale grezzo del suo lavoro artistico.

I presenti, l’ex marito e le parole finali per Verdiana

Prima dell’inizio della funzione la basilica si era già riempita di volti noti: tra i primi ad arrivare Guillermo Mariotto e Ilona Staller, che ha ricordato Bonaccorti con affetto — “Su con la testa, vedrai che tutto si risolve — mi rincuorava così. Una donna dolce.” Presenti anche Alberto Matano, Eleonora Daniele, Valeria Fabrizi, Giancarlo Magalli, Pino Strabioli, Gloria Guida, Dario Salvatori e Gianni Ippoliti. L’ex marito Arnaldo Del Piave aveva accompagnato il feretro all’ingresso e aveva sintetizzato tutto in tre parole: “Dava tanto amore.”

Nel concludere la cerimonia, monsignor Staglianò si è rivolto direttamente alla figlia Verdiana e a tutti i presenti, affidando loro un compito preciso: custodire l’eredità lasciata da Bonaccorti. Secondo il vescovo, chiunque l’abbia conosciuta e amata è diventato automaticamente “erede di questa bellezza”. Una bellezza fatta di accoglienza, di ironia, di porte lasciate aperte — anche quando non si è più qui a vegliare su di esse.