L’Italia entra ufficialmente nel piano internazionale per riaprire lo Stretto di Hormuz. A margine del Consiglio europeo di Bruxelles, la premier Giorgia Meloni ha firmato una dichiarazione congiunta insieme ai leader di Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone — sei Paesi che si dichiarano disponibili a “contribuire agli sforzi appropriati per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto”, chiuso di fatto dall’Iran dopo l’escalation militare con Stati Uniti e Israele.
La firma italiana arriva con una condizione esplicita: qualsiasi eventuale intervento avverrebbe esclusivamente sotto l’egida delle Nazioni Unite. Una precisazione che il governo ha tenuto a sottolineare più volte per distinguere la propria posizione da quella americana — e per rispondere alle accuse delle opposizioni, che hanno interpretato l’adesione al piano come un passo verso la guerra. Nel frattempo, dalla Casa Bianca è arrivata una risposta gelida di Donald Trump, che ha spiazzato tutti con un commento durissimo nei confronti degli alleati europei.
La dichiarazione congiunta non lascia spazio all’interpretazione sul piano politico. I sei Paesi firmatari “condannano con la massima fermezza i recenti attacchi dell’Iran contro navi commerciali disarmate nel Golfo” e denunciano “la chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane”. L’allarme è globale: “Gli effetti delle azioni dell’Iran saranno avvertiti dalle persone in ogni parte del mondo, specialmente dalle più vulnerabili.”
Il testo chiede a Teheran di “cessare immediatamente le sue minacce, il posizionamento di mine, gli attacchi con droni e missili e ogni altro tentativo di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale”, ribadendo che “la libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale” e che l’interruzione delle catene di approvvigionamento energetico costituisce “una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale”. Nel documento è previsto anche il sostegno al rilascio coordinato di riserve petrolifere strategiche per stabilizzare i mercati.


















