martedì, Giugno 30

Foto alla scheda elettorale al seggio: bloccato dalla Guardia di Finanza a Catania

Mentre milioni di italiani si recavano ai seggi per il referendum sulla giustizia, tornava a fare capolino uno dei fenomeni più insidiosi per la regolarità del voto: la fotografia alla scheda elettorale. Due episodi in due giorni, in due città siciliane e calabresi, hanno riacceso l’attenzione sul tema della legalità nei seggi e sull’uso improprio degli smartphone durante le operazioni di voto.

Il caso più recente riguarda Catania. All’interno di un seggio allestito presso la scuola Cavour, un elettore è stato bloccato e identificato dalla Guardia di Finanza dopo aver scattato una foto con il proprio telefono cellulare. Secondo le prime ricostruzioni, il gesto sarebbe avvenuto in modo quasi plateale, attirando immediatamente l’attenzione degli addetti al seggio. La posizione dell’uomo sarà ora esaminata dalla Procura di Catania, una volta depositata la relazione ufficiale degli operatori intervenuti.

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Catanzaro: due denunciati domenica, voti annullati

Quello di Catania non è un caso isolato. Già nella giornata di domenica 22 marzo, a Catanzaro, due elettori erano stati sorpresi a fotografare la propria scheda elettorale all’interno di un seggio. La segnalazione era partita direttamente dai componenti del seggio, che avevano notato comportamenti sospetti durante le operazioni di voto. Il presidente del seggio aveva immediatamente allertato i Carabinieri, intervenuti per effettuare i controlli necessari. Le verifiche avevano portato alla denuncia dei due elettori e all’annullamento dei loro voti. Le operazioni di voto erano poi riprese regolarmente.

I due episodi, pur non presentando al momento elementi che li colleghino a forme organizzate di pressione o controllo del voto, vengono considerati particolarmente delicati dalle autorità. La fotografia alla scheda votata è uno degli strumenti classici del cosiddetto voto di scambio: permette a chi acquista un voto di verificare che l’accordo sia stato rispettato. Per questo la legge italiana prevede sanzioni severe.

Cosa prevede la legge: arresto fino a 6 mesi e multa fino a 1.000 euro

In Italia è vietato fotografare o filmare la scheda elettorale, in particolare all’interno della cabina di voto. La norma è prevista dalla legge 96/2008 e stabilisce sanzioni precise: fotografare la propria scheda votata costituisce un reato, punibile con l’arresto da tre a sei mesi e una sanzione pecuniaria compresa tra 300 e 1.000 euro. Le restrizioni riguardano qualsiasi tipo di dispositivo in grado di registrare immagini o video — inclusi smartphone, tablet e occhiali smart.

La diffusione degli smartphone ha reso questi episodi più frequenti rispetto al passato, imponendo una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine. I controlli nei seggi erano stati rafforzati proprio per prevenire questo tipo di comportamenti — ma, come dimostrano i casi di Catania e Catanzaro, il fenomeno non è stato del tutto arginato. Le autorità mantengono alta la soglia di controllo: ogni episodio viene segnalato, verificato e — quando confermato — perseguito.