Gino Paoli è morto all’età di 91 anni. Il cantautore si è spento nella notte, come comunicato dalla famiglia, “in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari”. Con lui se ne va uno dei simboli più importanti della musica italiana, autore di brani senza tempo come Il cielo in una stanza e Sapore di sale.
Negli ultimi anni, però, la sua vita era stata segnata da diversi problemi di salute che avevano limitato progressivamente la sua attività artistica.
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I problemi di salute negli ultimi anni

Tra le condizioni più rilevanti emerse negli ultimi anni c’era la labirintite, una patologia dell’orecchio interno che provoca vertigini, perdita di equilibrio e forti episodi di disorientamento.
Per un artista abituato al palco, si tratta di un disturbo particolarmente invalidante: Paoli aveva infatti dovuto cancellare alcune esibizioni proprio a causa di questi sintomi.
A questo si aggiungeva anche una stanchezza cronica legata al Covid, che lo stesso cantautore aveva raccontato in diverse interviste, spiegando di non essersi mai completamente ripreso.
La lunga battaglia con l’alcol
Uno degli aspetti più delicati della vita di Paoli riguarda la sua dipendenza dall’alcol, iniziata negli anni ’60 e durata per circa quindici anni.
Lo stesso artista aveva raccontato di essere arrivato a consumare anche una bottiglia di whisky al giorno, fino alla decisione di disintossicarsi negli anni ’70. Una scelta che segnò una svolta nella sua vita personale e professionale.
Il tentato suicidio e le conseguenze
Nel 1963 Gino Paoli visse uno degli episodi più drammatici della sua vita: un tentato suicidio con un colpo di pistola al cuore.
Il proiettile non colpì organi vitali ma rimase nel pericardio, costringendolo a convivere per tutta la vita con le conseguenze fisiche e psicologiche di quel gesto.
Una vita segnata ma sempre lucida
Nonostante tutto, Paoli ha sempre affrontato i propri problemi con grande lucidità. Negli ultimi anni parlava apertamente della sua salute, spesso con ironia, mostrando una consapevolezza rara.
La sua morte chiude una carriera lunga oltre sessant’anni, ma lascia anche il racconto di una vita complessa, fatta di successi enormi e fragilità profonde.