martedì, Giugno 30

Bergamo, prof accoltellata dal 13enne: “Mi dispiace non averla uccisa”

Una vicenda che scuote profondamente l’Italia e che, con il passare delle ore, assume contorni sempre più inquietanti. A Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, un ragazzo di appena 13 anni ha accoltellato la sua professoressa di francese, lasciando emergere dettagli che stanno sconvolgendo opinione pubblica e investigatori.

prof accoltellata

Leggi anche:Cinque inviati Rai sul lago di Vico per il caso Cavallari: scoppia la polemica sugli sprechi

Leggi anche:Incidente sull’A14 tra Roseto e Giulianova: auto contro camion, otto km di coda e tratto chiuso

Leggi anche:Lago di Garda, trovato il corpo di una 30enne a Punta San Virgilio: disposta l’autopsia

La confessione che gela gli inquirenti

Durante l’interrogatorio davanti ai carabinieri, il giovane avrebbe pronunciato parole che hanno lasciato senza fiato chi lo stava ascoltando:

Sono dispiaciuto solo per non averla uccisa”.

Una frase che, secondo quanto trapela dalle indagini, sarebbe stata pronunciata con freddezza e lucidità, senza segni evidenti di pentimento.

Ma non è tutto. Il ragazzo avrebbe aggiunto un altro elemento ancora più inquietante:

Volevo ammazzare anche papà e mamma”.

Dichiarazioni che aprono scenari complessi sul piano psicologico e che stanno spingendo gli investigatori ad approfondire ogni aspetto della vicenda.

Il piano e il “manifesto” online

Le indagini hanno fatto emergere un elemento chiave: il gesto non sarebbe stato improvvisato.

Il 13enne avrebbe infatti elaborato un vero e proprio piano, sviluppato all’interno di chat e ambienti digitali frequentati da giovanissimi. Tra i materiali acquisiti compare anche un documento definito dagli inquirenti un “manifesto”, intitolato “Soluzione finale”.

All’interno di questo testo, il ragazzo avrebbe descritto la propria intenzione di colpire la docente, trasformando un disagio personale in un progetto violento e strutturato.

Non solo: l’aggressione sarebbe stata ripresa e trasmessa in diretta, trasformando un atto criminale in un evento da condividere online.

Il meccanismo: chat, armi e radicalizzazione