L’Italia del calcio è ancora sotto shock. La sconfitta contro la Bosnia ha sancito l’esclusione degli azzurri dal Mondiale per la terza volta consecutiva, un fallimento storico che ha aperto una crisi profonda nel movimento calcistico nazionale.
La scelta della continuità

Nel pieno della bufera, il presidente della Figc Gabriele Gravina ha deciso di non intervenire con scelte drastiche nell’immediato. In conferenza stampa ha ribadito la fiducia nei confronti del commissario tecnico Gennaro Gattuso, provando a contenere le tensioni e a evitare decisioni dettate dall’emotività.
Una linea che punta alla stabilità, almeno nel breve periodo, mentre la federazione si prepara a una riflessione più ampia sulle cause del fallimento.
Gattuso: “Non parlo del mio futuro”
Davanti ai microfoni, Gattuso ha mantenuto il suo stile diretto, evitando però di entrare nel merito della sua permanenza. Il tecnico ha definito secondario il tema del suo futuro rispetto alla gravità della situazione sportiva.
Il pensiero è andato subito al dato più pesante: tre Mondiali consecutivi mancati. Un evento senza precedenti per una nazionale con quattro titoli iridati.
Responsabilità e limiti della squadra
Gattuso non si è sottratto alle responsabilità, ammettendo le difficoltà della squadra, soprattutto in fase offensiva. La mancanza di concretezza sotto porta è stata indicata come uno dei fattori decisivi nella mancata qualificazione.