Arrivano le sanzioni per i deputati che, a fine gennaio, hanno impedito lo svolgimento di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. L’Ufficio di presidenza di Montecitorio ha deciso di sospendere 32 parlamentari appartenenti a Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, per il loro ruolo nella protesta contro un evento legato all’estrema destra.
La decisione arriva a distanza di settimane dai fatti e riaccende lo scontro politico tra maggioranza e opposizione, con accuse reciproche sulla legittimità delle azioni messe in campo.
Le sanzioni decise dalla Camera

Nel dettaglio, sono stati comminati 5 giorni di sospensione a 22 deputati e 4 giorni ad altri 10. I provvedimenti riguardano parlamentari di Pd, M5S e Avs che avevano preso parte all’occupazione della sala stampa di Montecitorio.
L’obiettivo della protesta era impedire una conferenza stampa sulla cosiddetta “remigrazione”, promossa dal deputato leghista Domenico Furgiuele e alla quale avrebbero dovuto partecipare anche esponenti di gruppi di estrema destra, tra cui CasaPound.
La differenza tra le sanzioni è stata stabilita in base al grado di coinvolgimento: i cinque giorni sono stati inflitti a chi ha materialmente impedito lo svolgimento dell’evento, mentre quattro giorni sono stati assegnati a chi ha contribuito alla saturazione degli spazi.
La protesta e lo stop alla conferenza
Durante la protesta, i deputati di opposizione hanno occupato la sala stampa, rendendo impossibile lo svolgimento dell’iniziativa. La conferenza è stata prima rinviata e poi definitivamente annullata.
La situazione ha portato la Camera a prendere una decisione drastica: cancellare tutte le conferenze stampa previste per quella giornata e revocare temporaneamente i permessi di accesso per gli esterni.
Un episodio che ha segnato un momento di forte tensione istituzionale, con conseguenze immediate sul funzionamento delle attività parlamentari.
Le reazioni delle opposizioni
Dura la reazione dei parlamentari coinvolti. Tra le voci più critiche c’è quella di Filiberto Zaratti (Avs), che ha definito la decisione “sproporzionata, ingiusta e inopportuna”.