“Mi sembra che Bosnia-Italia sia già stata dimenticata”, ha dichiarato, evidenziando un problema culturale prima ancora che tecnico. Secondo Panatta, ignorare quanto accaduto è un errore grave che rischia di impedire qualsiasi vera analisi.

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Una crisi profonda
La situazione, secondo l’ex tennista, è estremamente seria. L’Italia arriva da risultati deludenti e da una difficoltà evidente nel produrre nuovi talenti all’altezza del passato.
“Bisogna fare le cose molto seriamente, altrimenti sono guai”, ha avvertito, sottolineando la necessità di interventi immediati e strutturali.
Il problema dei giovani
Panatta ha poi spostato l’attenzione sul sistema di formazione, accusato di puntare troppo sulla vittoria immediata. Nei settori giovanili, infatti, si privilegiano spesso i ragazzi più sviluppati fisicamente, penalizzando quelli tecnicamente più dotati ma meno pronti.
Questo approccio, secondo lui, sta impoverendo il livello generale del calcio italiano.
Troppi interessi e poche soluzioni
Un altro nodo riguarda la gestione del sistema calcio, dove si intrecciano interessi economici, proprietà straniere e dinamiche politiche interne.
In questo contesto, il compito del nuovo presidente della FIGC appare estremamente complesso.
Serve tornare alla tecnica
Nel finale, Panatta ha ribadito un concetto chiave: è necessario tornare a insegnare i fondamentali.
“Oggi si parla troppo di moduli e poco di tecnica. I ragazzi non sanno più fare le cose base”, ha concluso, indicando nella formazione degli allenatori e nell’educazione sportiva il punto da cui ripartire.