È il giorno decisivo per il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. L’ultimatum lanciato dal presidente americano Donald Trump è ormai agli sgoccioli: Teheran deve accettare le condizioni imposte da Washington oppure rischia attacchi diretti alle proprie infrastrutture strategiche.
La richiesta principale riguarda la riapertura dello Stretto di Hormuz e concessioni sul programma nucleare. Ma i negoziatori restano pessimisti sulla possibilità di un accordo.
La minaccia di Trump
Il messaggio del presidente americano è durissimo e lascia poco spazio all’interpretazione: “Ogni ponte e ogni centrale elettrica verrà distrutta”.
Secondo fonti statunitensi, un eventuale ordine di attacco potrebbe arrivare subito dopo la scadenza dell’ultimatum.
Iran: “Scudi umani davanti alle centrali”
Dal lato iraniano, la tensione è altissima. Un funzionario del governo ha invitato apertamente i giovani a proteggere le infrastrutture strategiche: “Sono un nostro patrimonio nazionale e nostro capitale, a prescindere da qualsiasi opinione politica”.
L’invito è quello di formare catene umane attorno alle centrali elettriche, nel timore di imminenti bombardamenti.
Attacchi e minacce nella regione
La notte è stata segnata da nuovi attacchi e operazioni militari. Raid hanno colpito un importante complesso petrolchimico a Jubail, in Arabia Saudita, una delle più grandi aree industriali del mondo.