martedì, Luglio 14

Garlasco, nuovi audio shock: Bruzzone indica tre possibili responsabili

A distanza di anni dal delitto di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna improvvisamente al centro dell’attenzione mediatica. A riaccendere i riflettori sono alcuni audio ritenuti potenzialmente decisivi, di cui ha parlato la criminologa Roberta Bruzzone durante la trasmissione televisiva “Quarto Grado”.

Secondo quanto emerso, si tratterebbe di materiali estremamente delicati, ancora non depositati ufficialmente in Procura ma già in grado, almeno secondo chi li ha analizzati, di aprire scenari completamente nuovi rispetto alla ricostruzione finora consolidata.

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Le parole di Bruzzone: “Tre soggetti coinvolti”

Nel corso dell’intervista, Bruzzone ha avanzato una ricostruzione alternativa molto netta. La criminologa ha parlato di tre persone coinvolte, delineando ruoli precisi:

  • una figura “in regia”
  • due presunti esecutori materiali

Secondo questa ipotesi, si tratterebbe di un’azione coordinata e non di un gesto isolato. Una versione che, se confermata, cambierebbe radicalmente la lettura del delitto.

La stessa Bruzzone ha spiegato che gli audio conterrebbero dichiarazioni su azioni commesse, tali da configurare diversi reati perseguibili d’ufficio.

“Con questi audio siamo a un ottimo punto – svela la criminologa nella puntata di Quarto Grado del 10 aprile -. Sono tre i soggetti agenti: Stefania Cappa in regia, Andrea Sempio è l’esecutore unitamente a Michele Bertani (l’amico morto suicida, ndr). La pista alternativa sarebbe questa: tre soggetti sulla scena legati al movente cocaina”.

“Ma perché non sono ancora stati depositati in procura?”, chiede Nuzzi. “Gli audio sono nelle mani sicure di un avvocato che sa come le deve gestire – dice ancora Bruzzone – Non sono ancora stati depositati in Procura perché servono passaggi formali […] non è un avvocato delle gemelle Cappa. I reati che si possono ipotizzare sono diversi: ci sono dichiarazioni su azioni commesse che configurano una serie di reati procedibili d’ufficio.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il fatto che questi materiali non siano ancora stati formalmente depositati. Alla domanda diretta del conduttore, la criminologa ha chiarito che gli audio sono attualmente nelle mani di un avvocato, che starebbe seguendo tutti i passaggi necessari prima della consegna ufficiale agli inquirenti.

Una scelta che suggerisce cautela, ma anche la volontà di evitare errori procedurali che potrebbero compromettere il valore probatorio del materiale.

Il punto più delicato: “I riscontri ci sono”

Il passaggio più forte dell’intervento riguarda però un altro elemento: secondo Bruzzone, alle dichiarazioni contenute negli audio corrisponderebbero riscontri concreti.

Un dettaglio tutt’altro che secondario. In ambito investigativo, infatti, la presenza di riscontri esterni è ciò che distingue una semplice dichiarazione da un elemento potenzialmente utilizzabile in sede giudiziaria.

Proprio questo aspetto renderebbe la vicenda particolarmente delicata e, allo stesso tempo, potenzialmente esplosiva.

Le ipotesi di reato e i possibili sviluppi

Tra le ipotesi avanzate durante la trasmissione ci sarebbero anche reati legati a intralcio alla giustizia o influenze indebite, anche se la stessa Bruzzone ha sottolineato che ogni valutazione definitiva spetterà alla magistratura.

Per ora, quindi, si tratta di una pista alternativa ancora tutta da verificare, che dovrà passare attraverso il vaglio ufficiale degli inquirenti.

Un caso che continua a dividere

Il delitto di Garlasco resta uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi anni. Ogni nuova ipotesi riapre interrogativi mai completamente sopiti e alimenta un dibattito che non si è mai davvero chiuso.

L’eventuale deposito di questi audio potrebbe rappresentare un punto di svolta, ma anche l’inizio di una nuova fase fatta di verifiche, scontri tra consulenze e possibili colpi di scena.

Per ora, l’unica certezza è che la vicenda è tutt’altro che conclusa.