Le grandi sfide elettorali iniziano molto prima dell’apertura delle urne. Prima delle campagne e dei programmi, sono le trattative e le candidature a determinare gli equilibri politici. È il clima che accompagna le riflessioni in vista della corsa a Palazzo Marino, la guida del Comune di Milano, dove l’incertezza resta ancora assoluta.
Al centro di tutto c’è un nome: quello dell’economista Carlo Cottarelli, la cui eventuale discesa in campo è destinata a ridisegnare l’intera partita.
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La decisione attesa entro fine luglio

La risposta di Cottarelli sulla possibilità di candidarsi a sindaco per il centrodestra è attesa entro la fine di luglio, ma secondo quanto filtra dagli ambienti vicini al dossier il chiarimento potrebbe arrivare anche prima, nell’arco della prossima settimana.
La scelta dell’economista viene considerata decisiva non soltanto per la coalizione che punta a conquistare il capoluogo lombardo, ma anche per gli equilibri del centrosinistra, chiamato a rivedere le proprie strategie in funzione dell’eventuale candidatura di un profilo così competitivo.
Un ex senatore dem verso l’avversario
A rendere la vicenda particolarmente delicata è il percorso politico di Cottarelli. L’economista era stato eletto senatore proprio con il Partito Democratico alle ultime elezioni politiche, salvo poi lasciare l’incarico meno di un anno dopo, maturando una posizione di aperto dissenso rispetto alla linea della segretaria Elly Schlein.
Proprio per questo l’ipotesi di una sua candidatura con il centrodestra alimenterebbe forti preoccupazioni nel Pd, dove il timore sarebbe quello di mettere a rischio la guida di una città considerata tra i principali punti di riferimento del centrosinistra. Una sconfitta contro un ex esponente democratico rappresenterebbe uno scenario politicamente scomodo. Secondo le indiscrezioni, Schlein sarebbe pronta a intervenire direttamente qualora Cottarelli accettasse la candidatura nel campo avversario.
Il nodo Majorino
L’eventuale sì di Cottarelli potrebbe incidere anche sulle prospettive di Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Regione Lombardia, da tempo indicato tra i possibili candidati a Palazzo Marino.
Tre anni fa Majorino aveva lasciato il Parlamento europeo per candidarsi alla presidenza della Regione Lombardia contro Attilio Fontana, in una competizione poi persa. Secondo la ricostruzione, quella scelta rappresentava anche un percorso di avvicinamento alla politica cittadina. Ma l’ingresso in scena di Cottarelli — sostenuto da Forza Italia e ritenuto gradito anche ai vertici di Fratelli d’Italia — avrebbe modificato gli equilibri.
Una partita ancora aperta
L’ipotesi di contrapporre un profilo marcatamente politico come Majorino a una figura moderata come Cottarelli, potenzialmente in grado di intercettare anche una parte dell’elettorato riformista oltre il perimetro del campo largo, è uno degli elementi di riflessione nel centrosinistra.
Per questo il centrodestra sarebbe oggi in posizione di attesa, pronto a definire la propria strategia solo dopo la decisione dell’economista, mentre il centrosinistra osserva gli sviluppi. Al momento, la scelta di Carlo Cottarelli resta il passaggio destinato a influenzare l’intero quadro in vista delle prossime comunali.