Il nome di Enrico Mattei, simbolo storico dell’indipendenza energetica italiana, torna al centro del dibattito politico nazionale, ma questa volta non per una decisione del governo. A far discutere è uno scontro interno alla stessa famiglia del fondatore dell’ENI, esploso pubblicamente dopo la diffida inviata a Palazzo Chigi contro l’utilizzo del nome legato al Piano Mattei promosso dal governo di Giorgia Meloni.
A intervenire con parole molto nette è stata Rosangela Mattei, nipote di Enrico, che ha preso apertamente le distanze dalla scelta del fratello Pietro. Una presa di posizione che ha trasformato una vicenda privata in un nuovo caso politico, con inevitabili ripercussioni mediatiche.
Le parole che accendono il caso

Rosangela Mattei non ha usato mezzi termini nel commentare l’iniziativa del fratello. La donna ha definito la diffida inviata al governo come “pura follia”, spiegando di non comprendere il motivo di un’azione legale contro un progetto che, a suo giudizio, richiama il pensiero strategico dello zio.
Secondo la nipote dello storico fondatore dell’ENI, il riferimento al nome Mattei da parte dell’esecutivo dovrebbe essere visto come un riconoscimento importante, e non come un abuso. Per questo motivo ritiene incomprensibile l’idea di aprire uno scontro giudiziario su un tema così delicato.
Il nodo del Piano Mattei
Il Piano Mattei rappresenta uno dei progetti centrali della politica estera del governo Meloni, soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra Italia e Africa in campo energetico e industriale. Il richiamo alla figura di Enrico Mattei è stato scelto proprio per evocare una visione autonoma e strategica delle risorse energetiche.