giovedì, Aprile 23

Donna giù dal balcone coi figli, Crepet durissimo: “Non dite fesserie”

Ci sono eventi che lasciano dietro di sé un dolore troppo grande per essere spiegato con una sola frase. La tragedia avvenuta a Catanzaro, dove una donna si è lanciata dal balcone trascinando con sé i propri figli, ha riaperto uno dei temi più delicati che riguardano il rapporto tra sofferenza psicologica, isolamento e narrazione pubblica.

Nelle ore successive al dramma, mentre il Paese cercava di comprendere cosa potesse aver portato a un gesto tanto estremo, è arrivato l’intervento dello psichiatra Paolo Crepet, che ha scelto parole molto nette per commentare il modo in cui simili episodi vengono spesso raccontati.

“Non dite fesserie”

Secondo Crepet, parlare di un semplice gesto d’impeto rischia di banalizzare completamente quanto accaduto. Lo psichiatra ha respinto con decisione l’idea che una tragedia di questa portata possa essere liquidata come un improvviso raptus.

DB
DOBLO High Impact Ads
DB
DB
DOBLO AI- Multisite Ready
DB

Per Crepet, definire in questo modo un episodio così drammatico significa ridurre un percorso di sofferenza a un solo istante, ignorando tutto ciò che può essersi accumulato nel tempo. Dietro una scelta estrema, spiega, non esiste quasi mai un solo momento improvviso, ma un dolore che può crescere in silenzio per settimane, mesi o persino anni.

Leggi anche: Crepet sulla tragedia di Catanzaro: “Il vero problema non è quello che pensano tutti”

Leggi anche: Maria Luce, la bimba sopravvissuta a Catanzaro: condizioni stabili, trasferita al Gaslini di Genova

Il tema della solitudine

Al centro della riflessione dello psichiatra c’è soprattutto il tema della solitudine. Non soltanto quella fisica, ma quella emotiva, spesso invisibile, che può colpire anche chi vive circondato dalla famiglia e da una vita apparentemente normale.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.