Si chiama Maria Luce. Ha sei anni. Ed è l’unica sopravvissuta alla tragedia di Catanzaro che ha scosso l’Italia intera: sua madre Anna Democrito, 46 anni, si è gettata dal balcone con i tre figli nella notte tra il 21 e il 22 aprile. Due dei bambini — un neonato di 4 mesi e una bimba di 4 anni — sono morti sul colpo insieme alla madre. Maria Luce no. Ha resistito. E ora, con cautela, i medici parlano di stabilizzazione.
Le condizioni: prognosi riservata ma parametri stabili

Dalla terapia intensiva del presidio Pugliese dell’Azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco di Catanzaro arrivano aggiornamenti che lasciano spazio a una cautissima speranza. La dottoressa Stefania Faragò, direttrice del reparto, ha confermato che le condizioni di Maria Luce restano in prognosi riservata a causa del severo trauma da caduta dall’alto. Ma i parametri vitali hanno mostrato una fase di stabilizzazione — un piccolo passo in avanti che ha permesso di pianificare il trasferimento verso una struttura più specializzata.
Sin dal primo istante del ricovero, i medici hanno lavorato senza sosta per stabilizzare le lesioni interne più gravi riportate nell’impatto. Un intervento chirurgico d’urgenza ha consentito di contenere i danni più immediati. Ora la fase acuta sembra superata — ma il percorso è ancora lungo, e ogni valutazione resta legata all’evoluzione nelle prossime ore e nei prossimi giorni.
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Il trasferimento al Gaslini di Genova
In accordo con i protocolli della rete di emergenza pediatrica nazionale, è stato disposto il trasferimento di Maria Luce all’Ospedale Gaslini di Genova — centro di terzo livello, eccellenza riconosciuta a livello internazionale nella gestione dei casi pediatrici ad altissima complessità. Il trasporto avverrà in aereo, per garantire rapidità e sicurezza in un caso che richiede competenze ultraspecialistiche che il nosocomio calabrese, pur avendo garantito le cure d’urgenza con professionalità, non può offrire nella fase successiva.
Il Gaslini rappresenta la migliore possibilità che Maria Luce ha di affrontare le complicazioni che possono emergere nei giorni successivi a un politrauma così grave. Là troverà un’equipe dedicata, strutture all’avanguardia e un’esperienza consolidata nella gestione dei casi più difficili della pediatria italiana.
Una bambina diventata simbolo
In questi giorni di dolore collettivo, Maria Luce è diventata qualcosa di più di una paziente in un letto d’ospedale. È il nome che tutta l’Italia ripete sottovoce, la notizia che si cerca ogni mattina appena svegli, la storia che nessuno vorrebbe aver letto ma che nessuno riesce a smettere di seguire. Una bambina di sei anni che lotta, e che in questa lotta porta con sé il peso di una tragedia immensa.
La speranza — quella che il Gaslini e i suoi medici possano trasformare questa resistenza disperata in un lento cammino verso la guarigione — è l’unica cosa che Catanzaro e il resto del Paese possono fare per lei adesso. Aspettare. Sperare. E non smettere di pensarci.
Se tu o qualcuno che conosci sta attraversando un momento di difficoltà, puoi contattare il Telefono Amico al 02 2327 2327, il Telefono Azzurro al 19696, oppure il numero di emergenza 112.