Nel pieno della nuova tempesta giudiziaria sul delitto di Garlasco, arriva una presa di posizione netta e destinata a far discutere. La famiglia di Chiara Poggi si schiera apertamente a favore di Andrea Sempio, oggi indagato dalla Procura di Pavia, definendo la nuova ricostruzione “assolutamente fantasiosa”.
Un intervento che ribalta il clima mediatico delle ultime settimane e riaccende lo scontro attorno a uno dei casi più controversi della cronaca italiana.
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“Sempio è innocente”: la posizione dei genitori
Giuseppe Poggi
e Rita Preda, genitori della vittima, non hanno dubbi: l’ipotesi accusatoria nei confronti di Sempio non li convince. Una convinzione che, spiegano, non nasce da simpatie personali ma da una lettura dei fatti e delle evidenze processuali.
Ad oggi, ricordano, esiste una condanna definitiva a 16 anni per Alberto Stasi, mentre le accuse contro Sempio sono ancora tutte da verificare in sede giudiziaria.
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“Chiara non gli avrebbe mai aperto”
Tra i punti più contestati c’è la dinamica ipotizzata dagli inquirenti. Secondo la nuova ricostruzione, Chiara avrebbe aperto la porta di casa a Sempio la mattina del delitto. Un’ipotesi che la famiglia respinge con decisione:
“Chiara avrebbe aperto in pigiama ad Andrea Sempio? È qualcosa che non convince”, sottolineano i legali. Dubbi anche sul presunto movente ossessivo. Sempre secondo la difesa della famiglia Poggi, non esistono elementi concreti che dimostrino un interesse insistente da parte dell’indagato:
“Sarebbe stato ossessionato ma non l’ha mai cercata al telefono? Non torna”.
L’attacco più duro arriva proprio sulla nuova linea investigativa della Procura di Pavia, accusata di aver costruito una teoria poco solida:
“Sembra una ricostruzione fatta a tavolino senza tener conto dei dati già noti”, spiegano gli avvocati della famiglia.
Secondo la loro lettura, non ci sarebbero elementi significativi contro Sempio, mentre le prove raccolte negli anni continuerebbero a puntare verso il quadro già definito nei precedenti processi.
Il nodo delle prove e delle vecchie indagini
I legali ricordano che gli accertamenti tecnici già effettuati – dalle tracce biologiche agli oggetti presenti sulla scena – avrebbero confermato una compatibilità con quanto emerso nei processi precedenti.
Per questo motivo, invitano a spostare il confronto nelle sedi opportune:
“Se qualcuno ha elementi diversi, li porti davanti a un giudice e non nelle trasmissioni televisive”.
Un caso ancora aperto
A quasi vent’anni dal delitto, il caso Garlasco resta un terreno fragile, sospeso tra nuove ipotesi investigative e verità già sancite in tribunale.
La posizione della famiglia Poggi aggiunge un ulteriore elemento di tensione: mentre la Procura prova a riscrivere la dinamica dell’omicidio, chi ha perso Chiara continua a difendere una linea opposta.
Il rischio, ancora una volta, è quello di un caso destinato a rimanere diviso tra verità giudiziarie e nuove ricostruzioni.