Una difesa totale, senza sfumature. Giuseppe Cipriani rompe il silenzio e respinge tutte le accuse piovute su di lui e su Nicole Minetti, al centro di una bufera mediatica che intreccia adozioni internazionali, politica e sospetti mai chiariti del tutto.
In un’intervista al Corriere della Sera, l’imprenditore parla apertamente di “un mare di fango arrivato dall’Italia”, rivendicando ogni scelta fatta insieme alla compagna come legittima e motivata da un unico principio: il bene del bambino.
Leggi anche:Garlasco, la famiglia Poggi difende Sempio: “È innocente. Ricostruzione fantasiosa”
Leggi anche:Brindisi, tragedia a San Donaci: fratelli muoiono a poche ore di distanza, terza sorella grave
Leggi anche:Garlasco, spuntano i post di “Andreas”: “Ossessionato da una ragazza”.
L’adozione in Uruguay: “Un atto d’amore, rifaremmo tutto”

Il punto di partenza della polemica è l’adozione del minore in Uruguay. Un percorso lungo, complesso, che Cipriani difende con fermezza: “Ci abbiamo messo quasi quattro anni, con giudici, assistenti sociali e psicologi. Tutto regolare”.
L’imprenditore respinge anche le insinuazioni su possibili favoritismi: “Non è un Paese dove compri le cose. È un sistema serio”. E rilancia: la coppia starebbe già pensando a una seconda adozione, sempre nello stesso Paese.
La grazia e le polemiche politiche
A infiammare il dibattito è stata soprattutto la grazia concessa dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha permesso a Minetti di assistere il figlio, affetto da una patologia complessa che richiede cure specialistiche. Una decisione che ha acceso lo scontro politico, ma che Cipriani difende senza esitazioni: “È stato un atto d’amore, necessario per il bambino”.