Brescia si prepara a dare l’ultimo saluto a Evaristo Beccalossi. I funerali dell’ex campione interista si terranno venerdì 8 maggio alle ore 13:45 nella Chiesa Conversione di San Paolo, in via San Polo 243, a Brescia. In prima fila è attesa una rappresentanza dell’Inter, il club con cui Beccalossi ha scritto alcune delle pagine più belle della sua carriera. Sono previsti molti big del calcio italiano.
La camera ardente alla Fondazione Poliambulanza

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La camera ardente è aperta presso la Fondazione Poliambulanza di Brescia, in via Bissolati 57, anche oggi giovedì 7 maggio dalle 9 alle 19. Già nella giornata di ieri moltissimi tifosi si erano recati a tributare un ultimo saluto all’ex calciatore, in una lunga fila silenziosa e commossa che ha raccontato quanto Beccalossi fosse ancora amato da chi lo aveva visto giocare.
La morte nella notte tra martedì e mercoledì
Beccalossi è morto nella notte tra martedì e mercoledì alla clinica Poliambulanza di Brescia, dove era ricoverato. Accanto a lui fino alla fine la moglie Daniela e la figlia Nagaja, oltre ad amici e parenti che non lo avevano mai lasciato solo, ancora di più in questi ultimi, difficili mesi.
Il messaggio della figlia Nagaja: “Grazie a tutti”
È stata la figlia Nagaja Beccalossi ad annunciare le date sui propri canali social, con un messaggio semplice e diretto che ha commosso migliaia di persone: “Camera ardente presso Fondazione Poliambulanza in via Bissolati 57, oggi dalle 12 alle 19 e domani dalle 9 alle 19. I funerali saranno venerdì 8 maggio alle ore 13.45 presso la Chiesa Conversione di San Paolo in via San Polo 243. Grazie a tutti”. Tre parole finali — grazie a tutti — che dicono tutto del rapporto tra Beccalossi e il mondo del calcio e dei suoi tifosi.
Chi era Evaristo Beccalossi
Nato a Orzinuovi, nel Bresciano, Beccalossi è stato uno dei trequartisti più eleganti del calcio italiano degli anni Settanta e Ottanta. Legato soprattutto all’Inter, con cui ha vinto lo scudetto nel 1980, era noto per la sua tecnica raffinata, la fantasia e quella capacità di inventare giocate che pochi altri sapevano fare. Era il numero 10 del calcio di un’epoca, quello che si giocava con creatività e senza paura. Il calcio italiano lo ricorda con affetto e rispetto. Venerdì, a Brescia, gli renderà onore.