Per giorni il mare delle Maldive ha custodito uno dei misteri più drammatici degli ultimi anni per la comunità subacquea italiana. Le operazioni di recupero sono andate avanti senza sosta tra profondità estreme, cunicoli sommersi e condizioni considerate molto rischiose perfino per i soccorritori più esperti.
Ora però è arrivata la notizia che familiari e amici aspettavano con angoscia: sono stati recuperati anche gli ultimi due corpi dei sub italiani dispersi nella grotta di Dhekunu Kandu.
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Recuperati gli ultimi due corpi

Secondo quanto riferito da fonti della Farnesina e riportato da Sky TG24, i corpi recuperati sono quelli di Giorgia Sommacal, figlia della biologa marina Monica Montefalcone, e della ricercatrice Muriel Oddenino.
Uno dei due corpi sarebbe stato già trasportato a bordo della barca d’appoggio, mentre il secondo è stato accompagnato lentamente verso la superficie da un sommozzatore, rispettando tutte le delicate tappe di decompressione necessarie durante immersioni di questo tipo.
Con questo recupero si chiude ufficialmente la fase più difficile delle operazioni avviate dopo la tragedia avvenuta durante l’immersione nelle grotte sommerse di Alimathà.
La tragedia nella parte più remota della grotta
Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni investigative, i cinque sub italiani sarebbero morti nella parte più remota della caverna marina che stavano esplorando.
Gli esperti ritengono che il gruppo possa aver perso l’orientamento all’interno del sistema di cunicoli sommersi, probabilmente a causa del sollevamento dei sedimenti dal fondale che avrebbe azzerato completamente la visibilità.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori ci sarebbe anche il cosiddetto “effetto Venturi”, una forte corrente capace di risucchiare improvvisamente i sub all’interno dei passaggi più stretti della grotta.
Chi sono le vittime
Le vittime della tragedia sono la biologa marina Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, i ricercatori Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, oltre all’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti.
Il corpo di Benedetti era stato recuperato nei giorni scorsi ed è già rientrato in Italia.
Ieri il team di soccorso era riuscito a riportare in superficie anche le salme di Monica Montefalcone e Federico Gualtieri.
Le operazioni di recupero
Le operazioni sono state considerate estremamente delicate e pericolose.
Per raggiungere i corpi sono intervenuti speleosub finlandesi altamente specializzati inviati dall’organizzazione Dan Europe.
I soccorritori hanno lavorato nella parte più complessa della grotta, caratterizzata da profondità superiori ai 60 metri, passaggi stretti e visibilità quasi nulla.
Dopo il recupero nelle cavità più profonde, i corpi sono stati trasportati verso quote meno rischiose attraverso una lunga staffetta tra sub esperti e soccorritori maldiviani.
L’inchiesta della Procura di Roma
Con il recupero di tutte le salme si apre ora la fase investigativa più delicata.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e vuole chiarire ogni dettaglio dell’immersione: dall’organizzazione dell’escursione alle condizioni meteo, passando per le profondità raggiunte e le eventuali deroghe utilizzate durante l’attività subacquea.
Gli investigatori analizzeranno anche i computer subacquei recuperati, che potrebbero contenere dati fondamentali sui movimenti effettuati sott’acqua e sui tempi dell’immersione.
Una volta rientrati in Italia, sui corpi delle vittime verranno eseguite le autopsie disposte dai magistrati.
Nel frattempo il dolore continua a colpire familiari, amici e tutta la comunità scientifica e subacquea italiana, sconvolta da una tragedia avvenuta in uno degli scenari marini più conosciuti al mondo.