Le elezioni comunali 2026 entrano nel vivo con oltre 6,6 milioni di italiani chiamati alle urne in quasi 750 Comuni sparsi in tutta la Penisola. Ma il primo dato, visibile su Eligendo, che emerge con forza dalle rilevazioni ufficiali è quello relativo all’affluenza in calo, un trend che sta interessando gran parte delle città coinvolte nella tornata amministrativa.
Secondo i dati diffusi nel corso della giornata, alle ore 19 l’affluenza media nazionale si è fermata attorno al 34,5%, in diminuzione rispetto alla precedente tornata elettorale, quando alla stessa ora si superava il 37%. Un calo che conferma la crescente difficoltà dei partiti nel mobilitare gli elettori anche nelle consultazioni locali.
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I numeri dell’affluenza: quasi ovunque si vota meno

Le percentuali raccolte nelle varie regioni mostrano un quadro molto frammentato, ma con un elemento comune: la partecipazione è generalmente inferiore rispetto alle precedenti comunali.
Tra le regioni con i dati più alti spiccano Campania, Umbria e Puglia, tutte sopra la media nazionale. In Campania, ad esempio, alle 19 si è registrato un dato superiore al 37%, trainato soprattutto da città importanti come Salerno e Avellino.
Più in difficoltà invece diverse aree del Nord Italia. In Lombardia l’affluenza è rimasta poco sopra il 32%, mentre in Veneto si è fermata attorno al 31%. A Venezia, unico capoluogo di regione al voto, la partecipazione alle 19 risultava inferiore di quasi cinque punti rispetto al 2020.
Anche l’Emilia-Romagna, storicamente tra le regioni più partecipative, registra un netto rallentamento. In città come Imola, Faenza e Cervia il calo rispetto alle precedenti amministrative supera in alcuni casi addirittura i dieci punti percentuali.
I grandi capoluoghi osservati speciali
Questa tornata elettorale rappresenta un test politico molto importante anche in vista delle future elezioni politiche del 2027. Sono infatti coinvolti 18 capoluoghi, tra cui Venezia, Reggio Calabria, Salerno, Mantova, Prato, Pistoia, Lecco, Avellino, Messina e Agrigento.
Particolarmente osservata la sfida di Venezia, dove il centrodestra prova a difendere l’eredità dell’amministrazione Brugnaro, mentre il centrosinistra tenta il ribaltone con Andrea Martella.
Grande attenzione anche su Salerno, dove Vincenzo De Luca cerca di tornare alla guida della città dopo gli anni da governatore della Campania, e su Reggio Calabria, teatro di uno dei confronti politici più delicati del Sud.
In molte città, secondo le prime analisi, potrebbe essere decisivo il ballottaggio previsto per il 7 e 8 giugno, soprattutto nei Comuni sopra i 15mila abitanti dove nessun candidato dovesse superare il 50% dei voti al primo turno.
Affluenza in calo: il dato che preoccupa i partiti
Il tema della partecipazione resta uno dei più discussi di questa tornata amministrativa. Il calo dell’affluenza viene letto da molti analisti come un segnale di crescente distanza tra cittadini e politica locale.
In alcune città il crollo rispetto alle precedenti elezioni appare particolarmente marcato. A Prato e Pistoia, ad esempio, i dati delle prime rilevazioni mostrano una flessione significativa rispetto a cinque anni fa. Situazione simile anche a Venezia, dove la partecipazione resta molto inferiore rispetto al passato.
Al contrario, alcune realtà mostrano una lieve crescita. È il caso di Reggio Calabria, dove alle 19 si registrava un’affluenza superiore rispetto alle ultime comunali.
Quando arrivano i risultati definitivi
I seggi resteranno aperti fino alle ore 23 di oggi e riapriranno domani mattina dalle 7 alle 15. Subito dopo inizierà lo scrutinio delle schede.
Per i Comuni dove nessun candidato sindaco raggiungerà la maggioranza assoluta scatterà il secondo turno, previsto nel weekend del 7 e 8 giugno 2026.
Le amministrative di quest’anno vengono considerate dagli osservatori politici un importante termometro nazionale dopo mesi di tensioni tra maggioranza e opposizione, con particolare attenzione agli equilibri tra centrodestra, Pd, Movimento 5 Stelle e liste civiche locali.
Nel frattempo il dato che continua a dominare la giornata resta quello della partecipazione: milioni di italiani al voto, ma con un’affluenza che, almeno per ora, conferma una generale tendenza al ribasso in gran parte del Paese.