Le elezioni comunali 2026 entrano nella fase decisiva con le prime proiezioni che iniziano a delineare un quadro molto chiaro soprattutto in Veneto, dove gli occhi sono puntati in particolare sulla sfida di Venezia, considerata uno dei test politici più importanti dell’intera tornata amministrativa.
Secondo le prime proiezioni Rai elaborate dal Consorzio Opinio Italia, il candidato del centrodestra Simone Venturini sarebbe infatti avanti con percentuali superiori al 50%, un dato che potrebbe consentirgli addirittura di evitare il ballottaggio.
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Venturini avanti a Venezia: Martella sotto il 40%
La prima proiezione Rai assegna a Simone Venturini, assessore uscente della giunta Brugnaro e candidato del centrodestra, il 50,7% dei consensi. Molto più staccato il candidato del centrosinistra Andrea Martella, fermo attorno al 37%.
Terzo posto invece per l’economista Michele Boldrin, candidato della lista “Ora!”, che si attesterebbe al 3,6%. Se questi numeri dovessero essere confermati dallo scrutinio reale, Venezia potrebbe evitare il ballottaggio e consegnare subito la vittoria al centrodestra.
Un risultato che avrebbe inevitabilmente anche un forte peso politico nazionale.
Affluenza in netto calo in Veneto
Uno dei dati che sta facendo più discutere riguarda però la partecipazione al voto. In tutto il Veneto si registra infatti un forte calo dell’affluenza rispetto alle precedenti amministrative.
Alle 15 aveva votato il 54,42% degli aventi diritto contro il 62,67% della precedente tornata. A Venezia l’affluenza si è fermata al 55,87%, oltre sei punti in meno rispetto alle ultime comunali.
Secondo gli osservatori, il dato sarebbe influenzato anche dall’assenza dell’election day con le regionali, che nel 2020 aveva spinto più cittadini alle urne.
La sfida per il dopo Brugnaro
La corsa a Venezia viene letta come una sfida cruciale per il futuro politico della città dopo l’era di Luigi Brugnaro. Venturini rappresenta infatti la continuità amministrativa con la giunta uscente, mentre Martella punta a riportare il centrosinistra alla guida della città lagunare.
La battaglia veneziana è stata definita da molti analisti come una delle più simboliche dell’intera tornata elettorale.
Persino il sindaco di Milano Giuseppe Sala aveva dichiarato nelle scorse ore di seguire con particolare attenzione proprio il voto veneziano, definendolo “la sfida più importante”.
Veneto al voto in 51 comuni
In totale sono 51 i comuni veneti chiamati al voto in questa tornata amministrativa. Tra le province con maggiore affluenza spicca Verona, mentre il dato più basso si registra a Belluno.
Nel Veronese, inoltre, si registra già una prima sindaca praticamente eletta: Stefania Caloini a Palù, dove era l’unica candidata e il quorum è stato superato già nella prima giornata di voto.
Situazione simile anche a Masi, nel Padovano, dove Lara Burato può già considerarsi eletta grazie al raggiungimento del quorum necessario.
Il dato politico nazionale
Le amministrative 2026 vengono osservate con estrema attenzione anche dai vertici nazionali dei partiti. Il centrodestra punta a consolidare la propria presenza nei territori, mentre il centrosinistra spera di confermare alcune roccaforti storiche.
Il dato dell’astensionismo, però, rischia di diventare uno degli elementi politici più rilevanti di questa tornata.
Lo scrutinio proseguirà per tutta la serata e nelle prossime ore arriveranno risultati sempre più consolidati nelle principali città italiane.