Urne chiuse e spoglio ufficialmente iniziato per le elezioni comunali 2026, una tornata che coinvolge oltre 6,6 milioni di elettori in quasi 900 comuni italiani. I primi exit poll diffusi nel pomeriggio iniziano già a delineare gli equilibri politici nelle principali città chiamate al voto.
Il dato che emerge immediatamente è quello dell’affluenza in forte calo rispetto alle precedenti amministrative. Secondo le prime rilevazioni, la partecipazione finale potrebbe attestarsi poco sopra il 60%, circa 5 punti in meno rispetto all’ultima tornata elettorale.
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Centrodestra avanti in diverse città simbolo
I primi exit poll indicano un centrodestra competitivo soprattutto in alcune città chiave del voto amministrativo. A Venezia, il candidato del centrodestra Venturini sarebbe avanti e potrebbe addirittura evitare il ballottaggio.
Situazione ancora più netta a Reggio Calabria, dove Francesco Cannizzaro viene dato tra il 64% e il 68%, con un vantaggio molto ampio sul candidato del centrosinistra Domenico Battaglia.
Ad Arezzo, invece, il candidato del centrodestra Marcello Comanducci sarebbe in vantaggio tra il 41,5% e il 45,5%, davanti al candidato del campo largo Vincenzo Ceccarelli.
De Luca oltre il 55% a Salerno
Uno dei risultati più significativi arriva da Salerno, dove Vincenzo De Luca sarebbe oltre il 55% secondo gli exit poll diffusi nel pomeriggio. Un risultato che confermerebbe ancora una volta il forte radicamento politico dell’area deluchiana in Campania.
Il presidente del Pd Stefano Bonaccini ha commentato il dato definendo De Luca «un grande amministratore», sottolineando come i cittadini percepiscano concretamente il suo lavoro sul territorio.
La Campania si conferma inoltre una delle poche regioni italiane in controtendenza sul fronte della partecipazione, con affluenze superiori alla media nazionale in province come Salerno e Avellino.
Messina verso Basile, Pd forte a Prato
A Messina il sindaco uscente Federico Basile, sostenuto dal movimento Sud chiama Nord legato a Cateno De Luca, sarebbe vicino alla riconferma con percentuali comprese tra il 51% e il 55%. A Prato, invece, il Partito Democratico sarebbe vicino alla vittoria al primo turno con Matteo Biffoni, mentre il centrodestra resterebbe molto distante.
Si tratta di risultati che confermano ancora una volta quanto le amministrative siano fortemente influenzate dalle dinamiche locali e dal peso personale dei candidati.
Affluenza in calo quasi ovunque
Il dato politico più discusso di questa tornata rischia però di essere proprio l’astensionismo. Le prime rilevazioni mostrano un calo generalizzato della partecipazione in molte regioni italiane, soprattutto in Toscana, Veneto ed Emilia-Romagna.
In alcuni comuni toscani l’affluenza è scesa addirittura sotto il 40%. A Cascina, ad esempio, si sarebbe fermata attorno al 37,7%.
Numeri che riaprono inevitabilmente il dibattito sulla crescente disaffezione verso il voto amministrativo.
Le ombre sul voto nel Napoletano
La giornata elettorale è stata segnata anche da diverse indagini su presunti episodi di corruzione elettorale. A Mugnano e Casandrino, nel Napoletano, i carabinieri hanno denunciato alcune persone trovate con tessere elettorali intestate ad altri cittadini, soldi e materiale elettorale sospetto.
Altri episodi sono stati segnalati a Pompei, dove alcuni elettori avrebbero fotografato la scheda all’interno della cabina elettorale. Le forze dell’ordine stanno ora verificando eventuali collegamenti con ipotesi di voto di scambio.
Ora parte lo scrutinio decisivo
Con la chiusura delle urne è ufficialmente iniziata la fase più delicata dello scrutinio. Nei comuni sopra i 15mila abitanti, se nessun candidato supererà il 50%, si tornerà alle urne per il ballottaggio del 7 e 8 giugno.
Le prossime ore saranno decisive per capire se gli exit poll verranno confermati e soprattutto quale sarà il peso politico nazionale di queste amministrative, considerate un importante test sia per il governo Meloni sia per le opposizioni.