Nuova svolta nel caso del delitto di Garlasco. La difesa di Andrea Sempio ha deciso di non chiedere alcun interrogatorio davanti ai pubblici ministeri, scegliendo invece di puntare tutto su una serie di consulenze tecniche depositate nelle ultime ore.
Secondo quanto emerso, gli avvocati del 38enne accusato di omicidio aggravato per la morte di Chiara Poggi avrebbero preparato una strategia difensiva articolata per contestare i principali elementi raccolti dalla Procura di Pavia.
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La strategia della difesa: cinque consulenze tecniche

Il lavoro dei consulenti sarebbe iniziato già mesi fa, con l’analisi dettagliata delle carte investigative e delle nuove perizie depositate dagli inquirenti.
Tra i punti centrali della linea difensiva c’è soprattutto la questione legata alle impronte delle scarpe trovate sulla scena del crimine. Secondo la consulenza affidata all’esperto Giacomo De Angelis, il piede di Andrea Sempio avrebbe una pianta troppo larga per essere compatibile con la famosa impronta a pallini attribuita al killer.
La difesa sostiene quindi che la conformazione del piede dell’indagato non coinciderebbe con la scarpa individuata nelle precedenti ricostruzioni investigative. Un elemento che, secondo i legali, potrebbe diventare decisivo per escludere Sempio dal delitto.
Il nodo delle impronte e della scarpa
Negli ultimi mesi il tema delle impronte è tornato al centro del caso Garlasco. Le nuove analisi avrebbero infatti rimesso in discussione anche alcune conclusioni considerate consolidate nei processi a Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.
La difesa di Sempio insiste in particolare sulla differenza tra la larghezza della pianta del piede dell’indagato e quella compatibile con la suola insanguinata trovata nella villetta di via Pascoli. Parallelamente, un altro consulente avrebbe contestato il metodo utilizzato dagli esperti della Procura per attribuire l’impronta denominata “33”.