Roberta Bruzzone si racconta in una lunga intervista che spazia dalla sua infanzia alla carriera, dal nuovo programma televisivo fino ad alcuni dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni. La criminologa, in vista del suo ritorno su Rai 2, ha condiviso ricordi personali e opinioni nette su vicende come il delitto di Garlasco.
“A sette anni ho capito la mia strada”

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Bruzzone racconta al Corriere della Sera di essere stata una bambina vivace e difficile da gestire. C’è un episodio che, a suo dire, ha segnato per sempre il suo destino: a soli sette anni, spinta dalla curiosità, entrò in una casa abbandonata vicino alla scuola, descritta dagli adulti come un luogo pericoloso. Insieme a due compagni di classe tagliò la recinzione ed entrò nell’edificio, scoprendo però soltanto stanze vuote e polvere. “La curiosità aveva vinto sulla paura”, ricorda, spiegando come quell’esperienza le abbia insegnato l’importanza di verificare i fatti prima di credere alle apparenze.
Gli studi e la nascita della criminologa
Originaria di Finale Ligure, Bruzzone descrive la propria come una famiglia semplice: la madre cuoca d’albergo, il padre guardiacaccia. Dopo il liceo si iscrisse a Psicologia all’Università di Torino, mantenendosi agli studi facendo la cameriera. Parallelamente approfondì medicina legale e criminalistica, con l’obiettivo di unire competenze psicologiche e investigative avvicinandosi alla figura del profiler. Il primo grande banco di prova arrivò con lo studio del serial killer Donato Bilancia, analizzato durante il percorso universitario.
Il nuovo programma su Rai 2
Da novembre Bruzzone tornerà in televisione con “Dentro la truffa”, format in seconda serata dedicato ai raggiri contemporanei: dalle truffe informatiche a quelle sentimentali, passando per gli inganni finanziari e le persone anziane prese di mira. Secondo la criminologa, questi fenomeni condividono uno stesso schema psicologico: i truffatori costruiscono un forte senso di urgenza e instaurano rapidamente un rapporto di fiducia con la vittima. L’obiettivo del programma sarà fornire strumenti utili per riconoscere questi meccanismi e difendersi.
Il caso Garlasco: “Non vedo elementi che cambino il finale”
Tra i passaggi più netti dell’intervista ci sono quelli dedicati al delitto di Garlasco, tornato al centro dell’attenzione dopo la riapertura delle indagini. Bruzzone ribadisce la posizione già espressa in passato: dopo aver studiato gli atti, continua a ritenere che il responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi sia già stato individuato in via definitiva. Secondo la criminologa, allo stato attuale non emergerebbero elementi capaci di modificare il quadro processuale.
Per questo si dice convinta che l’indagine nei confronti di Andrea Sempio sia destinata a concludersi senza sviluppi decisivi: “Non ci sono elementi per collocare Sempio sulla scena del delitto. Finirà con un nulla di fatto”. Si tratta, va precisato, di una valutazione personale della criminologa; l’inchiesta è tuttora in corso e nei confronti di Sempio, indagato, vale la presunzione di innocenza. Bruzzone sottolinea inoltre come il rischio principale di queste vicende sia quello di esporre persone estranee a un pesante processo mediatico.
I dubbi su altri casi riaperti
La criminologa esprime perplessità anche sulla riapertura di altri procedimenti giudiziari, citando il caso di Manuela Murgia, la sedicenne trovata morta nel 1995 a Cagliari, e il procedimento relativo alla morte del calciatore Denis Bergamini. Bruzzone rivendica di non essersi mai pentita delle valutazioni espresse nel corso della sua carriera, spiegando di dedicare molto tempo allo studio degli atti prima di formulare un’opinione e di non lasciarsi influenzare dal giudizio altrui.
La vita privata: il marito, le moto e gli animali
Accanto all’attività professionale, Bruzzone racconta anche aspetti più personali della sua quotidianità. Parla con affetto del marito Massimo Marino, funzionario di polizia sposato nel 2017, definendo il loro un rapporto fondato su lealtà ed equilibrio. Tra le sue passioni ci sono i motori: si allena tre volte a settimana e possiede tre motociclette, due Harley-Davidson e una Ducati, che utilizza per lunghi viaggi su strada. Infine, confessa il grande amore per gli animali, con cui condivide la propria vita: due cani e un gatto, che considera parte della famiglia.